The Netherlands, an outsider's view.

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LGBTQI

L’International Queer & Migrant Film Festival festeggia la sua quinta edizione. 5 proposte da vedere nel weekend

Cover Pic: IQMF

Quest’anno l’International Queer & Migrant Film Festival (IQMF) festeggia il suo quinto anniversario con un ampio programma ricco di film, spettacoli di danza, dibattiti, fotografia, letteratura e arte. Il programma comprende più di 50 lungometraggi, documentari e cortometraggi incentrati sulla cultura LGBTQI e sulla migrazione da più di 20 paesi diversi, tra cui Filippine, Sudan, Iran, Libano, Svizzera, Albania e Brasile. Per celebrare l’anniversario, IQMF organizza una retrospettiva dell’opera che Daniel Arzola, artista venezuelano e attivista dei diritti umani, ha creato per il festival negli ultimi anni.

Ecco le nostre cinque proposte da non perdere:

Midnight Frontier, un documentario sugli attivisti LGBT georgiani. Il famosissimo night club Bassiani è il loro rifugio, un faro di libertà. È la loro fortezza di resistenza in un ambiente omofobico.

The Devil’s Magnificent di Nicolás Videla racconta la storia di Manu (33), trans-migrante cileno che, stanco dell’ostilità e dell’instabilità di Parigi, decide di tornare in Cile dopo 10 anni in Francia. In questi ultimi giorni percorrerà diverse strade dell’amore e del sesso, trasmesse dai suoi ricordi. Daniel (57), amico francese e accademico, le offre una nuova vita con lui a Marsiglia, il matrimonio, una soluzione ai suoi problemi di immigrazione. Ma proprio quando Manu capisce che il suo futuro potrebbe non essere romantico un viaggiatore riporterà il romanticismo nella sua vita.

Queer Japan di Graham Kolbeins: pride parades, drag queens, manga erotici, feste underground giocosamente perverse, performance di rubber art e consiglieri transgender in corsa per le elezioni. Queer Japan presenta decine di individui che vivono una vita sfacciatamente anticonvenzionale alla luce del sole o nascosti nell’ombra in un paese con una storia unica di espressioni queer.

Faggots di Ricardo González. Lluís Escribano, Ramón Massa, Enric Benz, Cesc Pérez e Alfons de Sierra erano Els 5 QK (The Five Penises), registi catalani queer o “froci”, come preferivano essere chiamati. Hanno realizzato quasi venti film durante “La Transición”. Storie apparentemente “solo per divertimento”, ma con un profondo approccio ideologico come leitmotiv: uomini borghesi che si vantavano della loro eterosessualità per finire sodomizzati in qualsiasi bagno pubblico, sacerdoti che rubavano i soldi dei fedeli per assumere accompagnatori….. sono solo alcuni degli antieroi che hanno recitato nei loro film.

Until Porn Do Us Part di Jorge Pelicano. Eulália, una madre conservatrice di 65 anni, scopre che suo figlio, emigrato in Germania, è diventato Fostter Riviera, il primo attore porno gay portoghese di fama internazionale.
Dallo shock e dal disgusto al disperato tentativo di capirlo, Eulália intraprende un viaggio emotivo che mette alla prova i suoi valori, le sue aspettative e le sue percezioni. Con il computer e Facebook come principali fonti di informazione e comunicazione, la ricerca di Eulália di avvicinarsi a suo figlio la porta a cliccare su siti web inaspettati, incontrare persone improbabili e sfidarsi a vedere suo figlio esibirsi in uno spettacolo di sesso dal vivo nell’annuale fiera erotica portoghese.

Tra i workshop segnaliamo The Art of Allowing – Dance as a safe space, un laboratorio in cui Mohamed Boujarra insegna come si può usare la danza per creare il proprio spazio sicuro da creare.

In collaborazione con il Soura Film Festival di Berlino, IQMF organizza un programma di cortometraggi sul tema della diversità sessuale in relazione al Medio Oriente e al Nord Africa. E in collaborazione con il Porn Film Festival di Vienna, si terrà una serata di Queer Porn Shorts.

Quest’anno il festival si svolge in LAB111 e Cinema of the Dam’d con feste al Vrankrijk e OT301. Ci sono anche proiezioni extra a Utrecht, Rotterdam, Haarlem, Nijmegen e L’Aia.