I Paesi Bassi, tra i principali Paesi produttori di visoni al mondo, stanno perdendo la loro battaglia contro il Coronavirus. È quanto riportato da National Geographic.

Il crescente aumento delle infezioni tra i visoni negli allevamenti da pelliccia e i casi di contagio di due impiegati agricoli hanno spinto i Paesi Bassi ad accelerare i piani esistenti per porre fine all’industria dei visoni nel 2024.

La decisione, votata dal parlamento olandese nella giornata di martedì, è inoltre vòlta a fornire dei compensi agli allevatori di pellicce.

Un calendario definitivo per la chiusura degli allevamenti non è ancora stato deciso, e nemmeno il tasso di indennizzo dei produttori. Tuttavia, i gruppi ambientalisti prevedono che la chiusura avverrà entro la fine dell’anno. L’abbattimento è già iniziato. Dal 5 giugno, 600mila visoni sugli 800mila totali nei Paesi Bassi sono stati abbattuti – soffocati con il monossido di carbonio – per cercare di controllare la diffusione del virus. È quanto riportato da Fur Europe, un gruppo industriale con sede a Bruxelles che rappresenta gli allevamenti e le manifatture da pelliccia.

I Paesi Bassi sono il quarto produttore di pellicce di visone a livello mondiale, dopo la Cina, la Danimarca e la Polonia, secondo Humane Society International – l’associazione leader nella protezione degli animali. Nel 2013 la preoccupazione per il trattamento degli animali ha indotto il governo olandese a votare per la chiusura di oltre cento aziende che sostengono l’industria della pelliccia di visone (dal valore di ben 100 milioni di dollari). Tuttavia, gli allevatori avranno tempo fino al 1 gennaio 2024 per cessare le loro attività.

 

L’industria della pelliccia: le critiche  

Gli animali da pelliccia sono solitamente allevati in piccole gabbie metalliche, spesso con migliaia di animali accatastati insieme. I gruppi ambientalisti e animalisti descrivono da anni questa situazione come un’industria disumana. Molte persone si oppongono all’utilizzo delle pellicce per ragioni etiche o morali, ritenendo che si tratti di un lusso e non di una necessità.

Dal 2000, almeno 8 Paesi europei hanno proibito l’allevamento da pelliccia. Ora, le preoccupazioni per la salute pubblica hanno dato alla critica un nuovo motivo per opporsi all’industria delle pellicce.

“È un enorme passo avanti. L’uccisione degli animali per la loro pelliccia nei Paesi Bassi sta finalmente per finire”, ha dichiarato la politica olandese Esther Ouwehand in una dichiarazione sul voto in Parlamento. “Oltre ad essere moralmente riprovevole, l’allevamento dei visoni è ora semplicemente insostenibile perché rappresenta una minaccia per la salute della popolazione”.

 

Il coronavirus negli allevamenti

I primi rilevamenti di coronavirus in due allevamenti nei Paesi Bassi risalgono ad aprile. Un test ha in seguito rivelato che il virus era presente in almeno altri 15 allevamenti. Ulteriori ricerche condotte dal governo hanno suggerito che gli allevamenti di visoni rappresentavano il principale sito noto per la probabile trasmissione del coronavirus da animale a uomo.

La scorsa settimana, la Danimarca – dove sono state rilevate infezioni da coronavirus in due allevamenti – ha annunciato un piano di abbattimento di 11mila animali in un allevamento infettato e campionamenti di un altro centinaio. Il Paese conta all’incirca 19 milioni di visoni in 1.500 allevamenti. A differenza dei Paesi Bassi, la Danimarca non ha adottato alcuna legislazione per porre fine alla sua massiva industria di allevamento di visoni ma ha iniziato ad eliminare gradualmente il mercato della pelliccia di volpe già nel 2009, con l’intenzione di chiuderlo definitivamente entro il 2023.

Nessun altro Paese produttore di pellicce di visone ha annunciato un piano per abbattere gli animali o chiuderne gli allevamenti. Mick Madsen, a capo della comunicazione di Fur Europe, ha affermato che non è preoccupato per il futuro dell’industria del visone e minimizza il ruolo di questa specie nella trasmissione del virus all’uomo. “Le misure di biosicurezza in altri Paesi funzionano. Gli allevamenti di visone non sono responsabili della diffusione del coronavirus. Le persone sono i veri responsabili,” ha dichiarato.

 

Divieto di allevamento di animali da pelliccia

In base alla Costituzione olandese, per diventare legge, un disegno di legge approvato dal parlamento dev’essere firmato dal re e dal ministro o segretario di Stato competente. Se la decisione del parlamento viene approvata – e secondo Humane Society International è molto probabile – i funzionari elaboreranno dettagli specifici, per esempio un calendario per le chiusure e gli indennizzi ai proprietari degli allevamenti.

Secondo Madsen, l’accordo degli allevatori è necessario affinché la legge venga approvata e ciò dipenderà dall’ammontare degli indennizzi che vengono loro offerti.

Il tema degli indennizzi agli allevatori affetti dalla pandemia è stato molto contestato poiché i Paesi Bassi stavano già pianificando la chiusura delle attività entro il 2024 senza indennizzi. Dare i soldi dei contribuenti a un settore che secondo alcuni legislatori non è etico ha alimentato un acceso dibattito in parlamento.

Molti Paesi europei hanno chiuso le loro industrie di pellicce negli ultimi anni, spesso in risposta a preoccupazioni sul trattamento degli animali. Austria, Belgio, Lussemburgo, Slovenia, Croazia, Repubblica Ceca, Slovacchia e Regno Unito hanno proibito gli allevamenti di animali da pelliccia. L’Irlanda sta approvando il divieto di produzione di pellicce. Le stesse proposte sono state recentemente avanzate in Bulgaria e Lituania.

L’opposizione agli allevamenti da pelliccia non si limita al territorio dell’Unione Europea. Anche la Norvegia, la Serbia, la Repubblica di Macedonia del Nord e la Bosnia hanno vietato la produzione di pellicce. Con la chiusura dell’industria dei visoni nei Paesi Bassi, vi saranno quattro milioni di pellicce in meno sul mercato.