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Limitare i privati nella sanità: la sinistra vuole che l’Authority possa intervenire (ora non può)

In un’iniziativa legislativa presentata da GroenLinks-PvdA e NSC, si propone che l’Autorità per i Consumatori e il Mercato (ACM) riceva maggiori poteri per intervenire quando la qualità dell’assistenza sanitaria è minacciata dall’ingresso di investitori privati. I deputati Bushoff (GroenLinks-PvdA) e Jansen (NSC) considerano un problema la crescente acquisizione di strutture sanitarie pubbliche, come ambulatori, studi dentistici e centri di assistenza all’infanzia, da parte di entità commerciali. Un esempio preoccupante è la catena di ambulatori Co-Med, che ha visto un peggioramento della qualità delle cure e una parte è stata dichiarata fallita lo scorso mese.

La proposta di legge suggerisce che l’ACM debba poter esaminare e bloccare le acquisizioni per salvaguardare la qualità delle cure. Attualmente, l’ACM può intervenire solo per aziende con un fatturato annuo di almeno 30 milioni di euro. La proposta ha buone possibilità di ottenere una maggioranza nella Tweede Kamer, dato che il mese scorso sono state approvate diverse mozioni per limitare l’influenza degli investitori nel settore chiave della sanità.

Il ministro ad interim Helder (VWS) è contrario a questa limitazione, sostenendo che non ci sono prove sufficienti che i fondi commerciali peggiorino la qualità, l’accessibilità o l’economicità della sanità. Nel recente accordo di coalizione tra PVV, VVD, NSC e BBB, non si menziona nulla riguardo all’esclusione degli investitori nel settore sanitario, anche se NSC e PVV sono favorevoli all’intervento. VVD ritiene che gli investimenti privati siano indispensabili per mantenere aperti gli studi medici, ma Bushoff (GroenLinks-PvdA) sostiene che ridurre la commercializzazione non significherebbe necessariamente una carenza di medici di base, offrendo alternative per rendere più attraente l’apertura o la gestione di ambulatori da parte dei giovani medici.

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