“Non posso più fare nulla per loro”, cosi l’avvocato dei due bambini armeni colpiti da un decreto di espulsione in seguito al mancato riconoscimento dello status di rifugiati.

Lili e Howick, rispettivamente 12 e 13 anni, non hanno ottenuto la “grazia” dal governo e il sottosegretario all’immigrazione Harbers ha affermato che l’espulsione proseguirà, come previsto, la prossima settimana, dopo il pronunciamento sfavorevole del Consiglio di Stato.

Nonostante Harbers avesse l’autorità di fermare la deportazione, ha detto a NOS di non essere intenzionato a farlo; secondo il sottosegretario, l’Armenia è un paese sicuro e le condizioni di vita dei due giovani non saranno peggiori di qui. “Nostra priorità è riunire gli adolescenti con la madre”, ha detto un portavoce del ministero anche se la madre è stata espulsa un anno fa e attualmente è sottoposta a cure psicologiche in Armenia.

Per questa ragione, spiega il portale, i bambini rischiano di finire in un orfanotrofio. L’avvocato, tuttavia, tiene d’occhio la situazione: se fossero affidati ai servizi sociali, il legale olandese chiederà di annulare il decreto di espulsione.

Intanto una petizione ha raggiunto (quasi) 20 mila firme.