The Netherlands, an outsider's view.

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CULTURE

“Life in Scampia”, da Amsterdam a Napoli. Un fotografo olandese racconta il suo weekend nel quartiere di Gomorra

Gli scatti in mostra erano in vendita e il ricavato è stato interamente devoluto alla onlus Fondazione Angelo Affinita

di Cecilia Terenzoni

 

Il fotografo olandese Kristian Van Kuijk è stato di recente nel quartiere Scampia di Napoli e la sua visita lampo, appena un fine settimana, è diventata il materiale per la mostra “Life in Scampia”. Negli scatti in esposizione sono state mostrate le Vele e i ritratti di coloro che abitano nel quartiere reso noto a mezzo mondo dal fim Gomorrah. Foto suggestive, composte ed efficaci.

Il celebre film diretto da Matteo Garrone nel 2008, ed ispirato dall’omonimo bestseller di Roberto Saviano, è noto nei Paesi Bassi ed è cosi che Kristian è venuto a sapere dell’estrema periferia nord di Napoli e di quanto è difficile la vita da quelle parti. Le Vele, per molti un monumento al degrado, nate negli anni ‘70 come opere di edilizia popolare, hanno attirato l’attenzione del fotografo, che agli inizi di Marzo ha trascorso 3 giorni a Napoli.

Il giovane fotografo, però, non ha un background nella fotografia sociale: nel suo curriculum si trovano scatti di moda e spot commerciali. Il Sud Italia è stato, per lui un luogo dove sperimentare il reportage. Cosa pensa un olandese di Scampia? “Ho visto l’architettura delle Vele tramite Gomorra e ho deciso che dovevo assolutamente andare li”. Se da un lato alcuni sostenitori del “brutalismo architettonico” affermano che la qualità estetica delle Vele possa essere quantomeno apprezzabile e affascinante, la situazione difficile in cui versa la comunità che abita il quartiere è innegabile.

“Una ragazza napoletana che vive qui ad Amsterdam mi ha detto di andare, ma di essere prudente”. E così, Kristian racconta di esser partito da solo, dopo aver imparato qualche frase di presentazione in italiano. “Non sapevo cosa aspettarmi: in Olanda non esistono ‘no go area’”. “La gente si è mostrata curiosa nei miei confronti, alcuni ragazzi si sono messi in posa volentieri”, racconta indicando la foto che ritrae un bambino che impugna una pistola giocattolo. “Sono abbastanza sicuro che il vicino di casa ne avesse una vera” prosegue Kristian che ha un sogno: “Mi piacerebbe poter realizzare uno shoot fotografico a Scampia”.

Il materiale per la denuncia sociale, come in ogni periferia abbandonata del mondo, certamente a Scampia non manca. Rimane da chiedersi qual è il confine tra l’estetica fine a se stessa e il prodotto che aiuta il cambiamento sociale. Difficile toccare, commentare, : qual è il modo giusto per entrare nella vita quotidiana di una comunità in punta di piedi?

Gli scatti in mostra erano in vendita e il ricavato è stato interamente devoluto alla onlus Fondazione Angelo Affinita: un’associazione che promuove progetti per dare opportunità concrete ai giovani in condizioni di difficoltà economica e sociale.