Il tribunale di Amsterdam si è trovato a dover giudicare un caso piuttosto bizzarro di licenziamento e ha emesso una sentenza che farà discutere. Il caso: una lavoratrice junior presso uno studio legale sarebbe andata qualche tempo fa insieme ad una collega più anziana nell’ufficio di un cliente. Dopo la riunione, cliente e consulenti si sarebbero uniti ad un borrel organizzato presso l’azienda.
Secondo NOS, sarebbero scivolati fiumi d’alcol e la giovane lavoratrice avrebbe lasciato l’edificio visibilmente ubriaca portando con sé la borsa della collega. Quando la donna si è accorta di non avere più la borsa ha chiesto al cliente di poter visionare i filmati delle telecamere a circuito chiuso dalle quali era evidente che la giovane aveva lasciato l’edificio anche con la borsa della collega senior.
Dopo questo fatto, la 29enne ha ricevuto una lettera dal suo datore di lavoro ed è stata licenziata in tronco per furto. La borsa, che conteneva oggetti per un valore €2000 , per inciso, non è stata mai ritrovata.
“Indica un’azione deliberata piuttosto che il comportamento di qualcuno che è distratto dagli effetti dell’alcol”, si legge nella lettera di licenziamento.
Ma il giudice è stato di tutt’altro avviso: pur non potendo annullare il licenziamento, il tribunale ha stabilito che la società non ha agito correttamente. Imponendo un risarcimento danni alla giovane licenziata, il giudice ha detto quanto segue: “non è possibile stabilire che la ricorrente abbia rubato la borsa. Sembra più probabile che si sia trattato di un goffo gesto legato all’eccessiva assunzione di alcol.” Quanto alla borsa sparita, il giudice lo ritiene un fastidioso effetto collaterale della situazione che è andata a crearsi.
Il giudice ha inoltre considerato il licenziamento in tronco una misura eccessiva e sproporzionata all’accaduto: questo provvedimento dovrebbe essere adottato solo in casi estremi accertati e solo dopo aver interagito con il dipendente.







