Goedele Liekens, star sessuologa televisiva, ha tenuto giovedi in parlamento una lezione di sesso alla Tweede Kamer con i parlamentari di diversi schieramenti. L’incontro, organizzato dall’associazione Rutgers, intendeva promuovere un approccio diverso all’educazione sessuale nelle scuole, ritenendo quello attuale “superato”, posizione condivisa dalla Liekens che ha sottolineato come gli attuali programmi si focalizzino esclusivamente sui “comportamenti a rischio”.

La scelta dei deputati come interlocutori non è casuale: nei piani dell’associazione c’era proprio la volontà di aprire un dialogo sul tema con i rappresentanti della nazione.

Ma non tutti hanno preso bene l’iniziativa: i parlamentari dei partiti cristiani, infatti, hanno disertato l’appuntamento considerandolo un “circo mediatico”. Secondo i cristiano-democratici del CDA non sarebbe compito di un personaggio televisivo decidere cosa inserire, e cosa non, all’interno dei programmi scolastici di educazione sessuale mentre per i partiti confessionali CU e SGP anche parlarne a scuola è troppo: l’educazione sessuale va bene solo in famiglia.

Ma la sessuologa belga non le ha mandate a dire: “La questione non si limita a parlare di peni e vagine come evidentemente credono loro” ha detto infastidita a NOS “ma di rapporti umani e vulnerabilità. E’ un tema molto serio”.