Leuven, giustizia per Sanda Dia, lo studente morto durante un rito di iniziazione?

Sono passati ormai tre anni dalla morte di Sanda Dia, studente ventenne dell’Università di Leuven (KUL) che aveva partecipato ad un rito di iniziazione organizzato dalla confraternita De Reuzegom

Alla fine del 2018, il ragazzo di origine senegalese era stato costretto a bere ingenti quantità di alcol e olio di pesce. Inoltre, era stato obbligato a rimanere per diverse ore all’interno di una buca riempita d’acqua ghiacciata ed è morto di ipotermia qualche giorno dopo all’ospedale.

Oggi, quasi tre anni dopo questi eventi drammatici, non si sa ancora chi sarà effettivamente sottoposto a giudizio. 18 studenti sono stati accusati di omicidio colposo e di trattamenti degradanti e il tribunale di Hasselt ha deciso che andranno tutti a giudizio individualmente, rigettando la tesi della responsabilità esclusiva dei vertici. Secondo i pm, tutti sono responsabili della vicenda.

La confraternita Reuzegom, un circolo fondato sull’ideologia razzista

I 18 studenti appartengono ad un’associazione studentesca dalla cattiva reputazione. La confraternita Reuzegom è un club elitista fondato nel 1946. Un club i cui membri provengono prevalentemente dai quartieri alti di Anversa. E i cui genitori sono giudici, imprenditori, politici. 

Reuzegom è conosciuto per i suoi riti di iniziazione estremi e la sua cultura della violenza. E soprattutto per la sua ideologia razzista e suprematista

Sanda Dia era  Ed era solo il secondo studente di colore mai integrato all’interno della confraternita Reuzegom. E mentre veniva lasciato morire nell’acqua gelata, sentiva i suoi carnefici gridare “Tagliamogli le braccia, il Congo è nostro”, uno slogan razzista utilizzato anche dal gruppo nazionalista fiammingo Schild en Vrienden.

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