“Schiphol aan zee”? L’ipotesi di un aeroporto su isola artificiale non è più considerata solo un’originale trovata ma una possibilità concreta che il governo sta analizzando. Secondo NOS, i precedenti di Osaka e Hong Kong, che dagli anni ’90 hanno aeroporti costruiti su isole artificiali sarebbero da considerare soprattutto perchè ai lavori parteciparono anche ditte olandesi.

Il Ministro delle Infrastrutture e dei Lavori Pubblici ha recentemente condotto ricerche su questa ipotesi ma ha concluso che l’analisi costi-benefici non è favorevole.

Ma non tutti i tecnici sono così pessimisti: “È tecnicamente fattibile e l’industria olandese del dragaggio ha il know-how necessario”, afferma Martin Smouter della società Van Oord a NOS. “Un’isola in mare è una soluzione molto concreta”. Smouter lavorò come stagista negli anni ’90 alla costruzione dell’aeroporto di Hong Kong. Sostanzialmente, si tratterebbe di trasportare tonnellate di sabbia e di eseguire una mastodontica operazione di drenaggio.

Secondo altri studiosi sentiti da NOS, la tempistica sarebbe di circa 15 anni mentre per il governo, ci vorrebbe più tempo. E soprattutto una spesa di circa 40 miliardi.