Fine pena mai. Una formula destinata a scomparire o una soluzione dura a morire nei sistemi giudiziari d’Europa? Mentre l’Olanda ne discute, il panorama europeo anche su questo fronte è piuttosto variegato, ma si distinguono diverse scuole di pensiero: in particolare, i paesi centro-nord europei, anche laddove non abbiano abolito l’ergastolo, lo mettono in pratica in casi limitati.

Ad averlo formalmente abolito sono in pochi: Norvegia, Croazia, Serbia, Bosnia e Portogallo. E Città del Vaticano: papa Francesco, infatti, nel 2013 l’ha sostituito con la detenzione fino a un massimo di 35 anni, in linea con la sentenza della Corte Europea dei Diritti Umani del 9 luglio 2013 secondo cui l’ergastolo, nei casi in cui l’ordinamento non permetta, dopo i 25 anni di detenzione, una revisione della pena.

L’Italia è quindi in una posizione limite. E’ l’articolo 27 del codice penale a regolare l’ergastolo, che è distinto in “normale” – ossia in cui è prevista la possibilità di permessi premio, semilibertà e libertà condizionata – e “ostativo” – per lo più per reati di associazione mafiosa, per cui non ci sono queste possibilità. L’ergastolo normale è previsto per delitti contro lo Stato, l’incolumità pubblica e la vita e per tutti quei reati per cui, fino al D.leg.lgt 10/08/44 n.224, era istituita la pena di morte. Il sistema italiano permette al detenuto, in caso di buona condotta, di chiedere la libertà condizionale dopo 26 anni e maturi sconti di 45 giorni ogni sei mesi per buona condotta. E’ invece stato bocciato il referendum abrogativo dell’ergastolo promosso dal Partito Radicale nel 1981.

E altrove? La legge austriaca ammette l’ergastolo, ma di fatto dopo 15 anni, se è accertato che non esiste più il rischio di recidiva, si può provvedere alla scarcerazione o richiedere la grazia. Lo stesso avviene negli ordinamenti giudiziari di Danimarca (dopo aver scontato almeno 12 anni), Finlandia (11 anni), Germania e Regno Unito (in entrambi 15 anni). Il Belgio di fatto assimila l’ergastolo a 30 anni di reclusione, con possibilità di scarcerazione dopo un terzo della pena prevista se il detenuto, prima del delitto, era incensurato e dopo due terzi se è recidivo, e lo stesso prevede l’ordinamento francese, ma con limiti minimi rispettivamente di 18 e 22 anni, mentre la scarcerazione anticipata si può applicare solo per motivi gravi di salute.