L’ospedale Erasmus MC di Rotterdam è il primo ospedale nei Paesi Bassi a introdurre un test del DNA per individuare i neonati prematuri a rischio di sordità causata da un comune antibiotico. Il test viene effettuato a partire da oggi, dice RTL.
Il professor Ron van Schaik, docente di farmacogenetica presso l’Erasmus MC, ha spiegato a RTL Nieuws che questo esame genetico è già utilizzato da poco tempo in alcuni ospedali del Regno Unito e rappresenta una novità per il sistema sanitario olandese.
Il test permette di individuare una specifica mutazione genetica presente, secondo le stime, in circa una persona su 330, anche se alcuni studi indicano una frequenza ancora maggiore, pari a una persona su 250.
Nei Paesi Bassi nascono ogni anno circa 12.000 bambini prematuri, cioè prima della 37ª settimana di gravidanza. Quasi tutti questi neonati vengono ricoverati in terapia intensiva ricevono la gentamicina, un antibiotico somministrato per via endovenosa. Il farmaco viene utilizzato a scopo preventivo, poiché un parto prematuro può essere provocato da un’infezione batterica.
Nei bambini portatori della mutazione genetica, tuttavia, la gentamicina può provocare gravi danni all’udito o sordità permanente.
Risultati rapidi grazie al tampone della guancia
Da oggi gli infermieri prelevano un campione di cellule dalla mucosa della guancia del neonato mediante un semplice tampone. Il laboratorio dell’Erasmus MC è stato organizzato per analizzare rapidamente il campione e verificare la presenza della mutazione.
Se il test risulta positivo, al bambino viene somministrato un antibiotico alternativo. Questo trattamento non viene invece utilizzato nei neonati privi della mutazione, per evitare un uso non necessario di antibiotici e ridurre il rischio di sviluppare resistenze batteriche, fenomeno che rende le infezioni sempre più difficili da curare.







