Il numero di pazienti affetti da coronavirus nei Paesi Bassi sta diminuendo, ma non allo stesso ritmo ovunque. Ad Amsterdam e Rotterdam, ad esempio, i pazienti calano meno rapidamente rispetto alla media nazionale. Il professore di microbiologia Alex Friedrich dell’UMC di Groningen sostiene l’introduzione di misure differenziate: se da un lato, infatti, il sud è ancora alle prese con una situazione d’emergenza, a nord le cose vanno meglio.

Il numero di persone nei Paesi Bassi che erano o erano state ricoverate in ospedale con il coronavirus è aumentato del 6% la scorsa settimana, ma ad Amsterdam e Rotterdam gli aumenti sono stati rispettivamente dell’8,1% e dell’11,5%.

Molti fattori possono contribuire alle differenze regionali nella diffusione del coronavirus, come la densità o l’età della popolazione, ha detto all’emittente Hans Heesterbeek, professore di epidemiologia teorica all’università di Utrecht.

Friedrich pensa che il governo dovrebbe prendere in considerazione l’implementazione di misure regionali, basate sull’attuale situazione locale del coronavirus. Il calo di contagi sarebbe ovunque ma ci sono zone dove è meno marcato e le ragioni, secondo gli epidemiologi, andrebbero indagate.

Il vantaggio di misure differenziate, inoltre, consentirebbe di testare un “ritorno alla normalità” su scala locale e graduale.