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Una nuova panoramica sul lavoro dell’espressionista britannico Leon Kossoff include un catalogo con alcune foto delle sue opere rubate nel 1972. La speranza è quella di risolvere in qualche modo l’enigma del furto.

Il pittore è morto nel 2019 all’età di 92 anni senza ancora aver saputo la verità sul furto delle sue opere. Un evento che accadde nel ’72: i quadri furono rubati sulla strada verso una mostra a Udine. Il catalogo ha adesso lo scopo di portare al riconoscimento delle opere e magari al loro ritrovamento.

I ladri al tempo svaligiarono una fortuna. Le pesanti e grandi opere che mostravano paesaggi urbani di ogni genere furono prese. Fortunatamente e stranamente, i ladri non presero uno dei pezzi più preziosi, ovvero un dipinto del XVI secolo. L’ipotesi iniziale fu quella del coinvolgimento della mafia italiana. Successivamente però si pensò che i ladri si aspettassero di trovare altro e che quindi il reato potesse essere un atto di vandalismo.

Leon Kossoff, però, rimase devastato dall’evento, specialmente per il fatto che uno dei quadri rubati era il ritratto di sua madre. L’angoscia di Kossoff scaturiva, infatti, dal carattere estremamente personale delle opere. Tra queste c’era anche Nudo su un letto rosso (del ’70-’71), in cui posò la moglie Peggy. In un altro quadro veniva ritratto il figlio, allora adolescente – Ritratto di David (1970).

L’organizzazione di una grande azione di retrospettiva del lavoro del pittore è prevista per quest’anno a Londra.