La camera di una matricola dell’Università di Leiden, situata nello studentato della confraternita Minerva in centro città, è stata “decorata” come un campo di concentramento: filo spinato, svastiche, rotaie del treno e il celebre slogan “Arbeit macht frei”.

Questo quanto appare in un video esclusivo pubblicato dal quotidiano Volkskrant.

Del resto gli atti di “nonnismo” a cui gli studenti anziani sottopongono le matricole sono una tradizione consolidata dell’ambiente universitario olandese, e il caso in questione conferma la regola. Minerva però non è una confraternita qualunque, ma tra le più prestigiose dei Paesi Bassi, dato che tra i membri onorari può contare l’intera famiglia reale (compreso l’attuale re Willem Alexander), diversi ministri e buona parte dell’intellighènzia olandese del dopoguerra.

Il portavoce della confraternita, Max Grapperhaus, non si è sbilanciato molto coi media. “Gli autori del gesto non sono stati espulsi ma sospesi, in quanto le procedure di espulsione devono essere prese collegialmente” ha dichiarato Grapperhaus, aggiungendo che molti dei soci hanno trovato lo scherzo di pessimo gusto.

Resta da chiarire se l’ospite della stanza, e bersaglio della goliardata, sia di origine ebrea, come è stato ipotizzato.