Nel secondo giorno delle dibattito al parlamento olandese sulle Politiche Generali si è verificato un episodio singolare: il parere ufficiale sulla dichiarazione dello stato di crisi per consentire misure severe in materia di asilo gioca un ruolo importante. Sono funzionari del ministero ad emetterlo e a quanto pare, dopo pressioni dell’opposizione, il governo è stato costretto a pubblicare questo parere.
Tuttavia, i documenti condivisi con l’aula erano pieni di “omissis” e parti coperte così nessuno è riuscito, effettivamente, a ricostruire quale sia il parere articolato.
I documenti del Ministero dell’Interno erano già di facile lettura e mostrano che i funzionari di questo ministero bocciano l’idea dello stato d’emergenza. “Secondo il Ministero degli Interni, non esiste alcuna situazione di emergenza che giustifichi l’attivazione degli articoli 110 e 111 della legge sugli stranieri”, si legge nei documenti dei funzionari. “La sua attuazione dovrebbe quindi essere rimossa dal programma del governo.” Nelle “circostanze attuali”, il governo non può invocare uno stato di emergenza, scrivono i consiglieri.
In una nota il ministro dell’Interno ricorda la sua “speciale responsabilità nella salvaguardia della Costituzione e dello stato di diritto dell’amministrazione”. Poco più avanti si afferma che i funzionari sono “fortemente convinti” che le norme “saranno contestate con successo in tribunale”.
Scrivono anche che “lavorare scavalcando il Parlamento” è possibile solo “in emergenze urgenti”. “Manca la motivazione. Quindi l’uso della legge statale di emergenza non è accettabile democraticamente e in base allo stato di diritto.”
Anche i funzionari del Ministero della Giustizia nutrono dubbi e “sottolineano con forza che non sarà facile arrivare a una base giuridicamente sostenibile” per la misura di emergenza. “Perché è dubbio che ci siano attualmente circostanze straordinarie che richiedono l’attivazione.” “Sviluppi che vanno avanti da anni e per i quali quest’anno non si sono verificati nuovi sviluppi inattesi, generalmente non sono argomenti a favore dell’uso di poteri di emergenza ma piuttosto per cambiamenti politici ordinari”, si legge.
Il governo vuole disattivare parte della legge sulle migrazioni dichiarando lo stato di crisi. Poi vuole elaborare una legislazione d’emergenza, senza sottoporla inizialmente al Parlamento. In precedenza la ministra Faber per l’Asilo e la Migrazione, responsabile per la politica d’asilo, aveva affermato che le misure erano state “testate legalmente”.







