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C’è una reazione mista alla maggioranza della Camera dei rappresentanti per la legge sull’azoto, il più grande problema di grattacapi del governo prima dello scoppio della crisi della corona. La Farmers Defense Force, il sindacato olandese dei produttori lattiero-caseari e l’attivista ambientalista Johan Vollenbroek dicono ad NOS di non essere contenti.

La ministra Schouten ha trovato una  maggioranza al Senato e alla Camera per far passare la sua legge sulle emissioni che potrebbe consentire al settore edile di riprendere a costruire. Ad oggi, infatti, per limitare le emissioni di gas nocivi, la Corte Suprema ha bloccato l’avvio di nuovi progetti residenziali perché lo Stato olandese ha un obbligo vincolante di tenere le emissioni al di sotto di una soglia. Per raggiungere questo obiettivo è stato necessario “tagliare emissioni” in altri settori, soprattutto nel settore delle fattorie.

Il governo mette a disposizione 6 miliardi di euro: 2 miliardi per limitare le emissioni, 3 miliardi per interventi sull’ambiente e un miliardo in più per l’edilizia abitativa.

Farmers Defense Force, l’organizzazione dietro le proteste dei boeren è contraria: la legge non prevede “nulla per l’agricoltura” e non è favorevole alla politica di acquisizione da parte del governo.

“Secondo la legge, le emissioni di azoto possono essere scambiate. Ad esempio, se Schiphol vuole espandersi, gli agricoltori vengono “acquistati”. Gli agricoltori che rimangono e vogliono espandersi devono competere con l’edilizia e l’industria”, spiega Johan Vollenbroek, uno degli attivisti che ha portato in tribunale lo Stato sulle emissioni.

Nonostante tutto, il piano è probabilmente insufficiente: si stima che la riduzione possa essere del 26% entro il 2030, ma l’obiettivo -in realtà- era del 50%. Anche il problema della riduzione dei gas nocivi già emessi nell’atmosfera rimane. Il rischio, per gli ambientalisti, è che gli agricoltori diano vita ad una “compravendita di gas nocivi”.