La Camera dei deputati ha abolito lo strumento del referendum consultivo, introdotto nel 2015 con il contributo determinante del D66 che oggi ha accettato di disfarsene. Con 76 voti a favore e 69 contrari,  la legge del Ministro Ollongren che regola l’abolizione è stata approvata.

La legge e le proposte dell’opposizione sono state poste in votazione congiuntamente. I partiti hanno ottenuto di poter dichiarare il voto prima della votazione finale.

Baudet ha parlato al gruppo di D66 invitandoli a cambiare idea. Il partito liberal-democratico è infatti un grande sostenitore degli strumenti di democrazia diretta ma per consentire la formazione dell’esecutivo ha dovuto cedere proprio su una delle sue vittorie parlamentari.

Durante il dibattito sulla legge di abolizione è diventato chiaro che nessuno dei partiti di opposizione è d’accordo con il modo in cui il governo vuole liberarsi del referendum. Diversi partiti avevano chiesto  un’alternativa. Soprattutto non è chiaro il perché di “tanta fretta”.

 

Tra poche settimane, la legge sull’abolizione sarà discussa in Senato dove il governo ha una strettissima maggioranza.