Dopo la presentazione del disegno di legge per la legalizzazione della cannabis, il governo parte alla carica: la coltivazione deve rimanere fuori legge.

Nel pomeriggio, durante una riunione del gabinetto Rutte, l’esecutivo si è spaccato: da un lato il VVD del premier che baserà sul proibizionismo la sua campagna elettorale, dall’altro i laburisti del Pvda che -a certe condizioni- sarebbero favorevoli alla regolamentazione.

Il premier, è intervenuto nel pomeriggio -dice il quotidiano Volkskrant- ribadendo la sua netta contrarietà: gli argomenti della deputata Bergkamp (D66) sono stati considerati irrilevanti e il rischio, avrebbe detto Mark Rutte, è che l’Olanda diventi, anche legalmente, l’hub europeo della cannabis.

Corsa contro il tempo

La parlamentare liberal-progressista non è intenzionata a mollare: la maggioranza attuale pro-spinello, infatti, è di appena un parlamentare e dopo le elezioni di marzo, con una netta virata a destra annunciata dai sondaggi, l’ipotesi potrebbe sfumare per almeno 5 anni.

Vera Bergkamp, intende quindi andare avanti, sperando -poi- di giocarsi al senato la partita con il supporto di qualche dissidente perchè il gruppo pro-legalizzazione, alla camera alta, non ha maggioranza.

Altra questione è la posizione dei laburisti: vincolati ad un accordo di maggioranza fino a poco fa, con l’apertura della campagna elettorale sono ora svincolati da impegni programmatici con il VVD, quindi possono tornare a sostenere la legalizzazione, nonostante la loro posizione sia più sfumata; la deputata Marith Volp, ad esempio, preferirebbe mantenere la produzione industiale illegale ma renderla non perseguibile. Di principio, tuttavia, parlando a nome del suo gruppo ha si è detta favorevole.