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Leader estrema destra elogia figura del nazismo: Bert Eriksson fu un grande uomo

Il leader del Vlaams Belang (VB), partito di estrema destra belga, non si scusa per aver lodato un neo-nazi fiammingo al momento della sua morte. Al contrario, afferma di averlo fatto prima di aver accettato il mandato politico.

Secondo Belgian Media, quando il neo-nazi Bert Eriksson morì nel 2005, il leader del VB Tom Van Grieken era ancora uno studente. Nonostante ciò decise di scrivere una lettera d’addio a NJSV, un’associazione studentesca nazionalista fiamminga.

“Il sito web NJSV sarà in lutto per alcuni giorni in onore del grande leader del VMO,” scrisse Van Grieken citando il VMO, l’Ordine dei Nazionalisti Fiamminghi guidato da Eriksson. E la lettera proseguì con “in questo modo speriamo di dimostrare rispetto per questo grande uomo, e sincere condoglianze ai suoi amici e familiari.”

Prima di essere il leader del VMO Eriksson faceva parte della Gioventù di Hitler, a cui si era iscritto dopo la Seconda Guerra Mondiale. Successivamente fu uno dei fondatori del Vlaams Blok, predecessore dell’attuale VB, che venne però sciolto nel 2004 in seguito a un provvedimento anti razzista.

Secondo De Morgen, nel reagire alle critiche Van Grieken rifiuta che la questione, nel 2019, abbia una “rilevanza politica”. “Non mi scuserò. Ero uno studente di 19 anni nel giro dei circoli politici di destra,” dichiara, prima di aggiungere: “Eriksson ha avuto dei meriti, ma ha anche commesso degli errori.”

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