Author: EtienneMuis Source: Flickr License: CC 2.0

Negli ultimi cinque anni, le telecamere della polizia lungo l’autostrada hanno fotografato conducenti e passeggeri in auto senza alcuna base legale per farlo. Lo scrive NRC, che ha visionato un rapporto della polizia interno. Le foto sarebbero state utilizzate per indagini amministrative e penali, tra le altre cose.

Le telecamere “spione” fanno parte del sistema di riconoscimento automatico della targa (ANPR), si trovano lungo l’autostrada e hanno lo scopo di controllare le targhe dei veicoli in transito.

Le telecamere registrano le targhe che vengono lette da appositi software e confrontate con le targhe presenti nel database della polizia, spiega NOS citando NRC. Gli agenti hanno elenchi con numeri di immatricolazione dei veicoli che sono ricercati per un motivo o per l’altro, quali ad esempio i proprietari di auto che hanno ancora una pena da scontare o che devono ancora pagare una grossa multa. Nel database sono elencate anche auto rubate.

55 di queste fotocamere possono scattare foto più nitide e catturare anche i volti degli occupanti: scattano circa 350.000 foto ogni giorno ma non esisterebbe alcuna base legale per conservare traccia dei volti, dice NOS. L’uso delle telecamere per le indagini e l’intelligence è stato interrotto due mesi fa, ha detto un portavoce del Pubblico Ministero ma la questione rimane controversa: la tecnologia è avanzata negli ultimi tempi e ora consente di ottenere i dettagli di chi guida anche se la legge non lo autorizza.

Dal 2019 è stato consentito conservare le immagini delle targhe per 28 giorni, mentre prima non era possibile, dice ancora NOS.