The Netherlands, an outsider's view.

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INTERVISTA

Le scuole primarie olandesi stanno affrontando bene la pandemia. Ma le differenze sociali pesano molto

di Valerio Telesca

 

Anche per l’istruzione, Italia e Olanda sono due sistemi solari lontani anni luce. Se ne sono accorti i genitori italiani. Patrizia Nanni, insegnante unica e da 25 anni nei Paesi Bassi, è una che conosce bene il sistema scolastico locale NL.

 

Cosa pensa del sistema scolastico olandese, paragonandolo a quello italiano?

Ci sono delle differenze molto grandi, aspetti migliori e peggiori. Ad esempio per diventare un insegnante in Italia, dopo anni di studio hai bisogno di fare un concorso pubblico ed entrare in graduatoria. Ciò significa rimanere a lungo senza un posto fisso.

Invece qui in Olanda le procedure di assunzioni sono molto più snelle. Le scuole sono più autonome nelle decisoni: nessuna burocrazia, livello organizzativo migliore; io lavoro qui da 25 anni.

Cosa non funziona, invece?

Penso che l’insegnante unico per classe potrebbe essere uno svantaggio.

Le scuole olandesi come hanno gestito le pandemia?

Penso che a marzo durante il primo lockdown le scuole hanno chiuso per la pressione dell’opinione pubblica, ma il governo non era d’accordo.

Il venerdì eravamo ancora a scuola, ma dal lunedì il governo ha dato l’ok per chiudere tutto. In due giorni abbiamo organizzato l’educazione a distanza: eravamo sotto una pressione enorme e dovevamo inventarci cose che non sapevamo fare; eravamo  impreparati. Alla fine c’e l’abbiamo fatta, e per fortuna anche i genitori erano soddisfatti, ma per noi insegnanti organizzare il virtual Learning

è stato un pò un salto nel buio, nonostante l’enorme aiuto delle case editrici dei libri sulle metodologie di insegnamento per bambini. Molti avevano messo a disposizione online tanto materiale da mandare ai bambini a casa. È stato di grande aiuto.

Cosa poteva funzionare meglio?

C’ era anche una discrepanza nel modo di insegnare, nel senso: molte colleghe più giovani di me, molto più preparate sulle nuove tecnologie, facevano lavori migliori nella produzione di video per i bambini, quindi non eravamo tutti sullo stesso livello.

Io lavoro in un quartiere benestante di Den Haag, ma penso che un grande problema per le scuole olandesi, sia stato nei quartieri più poveri. Gente in difficoltà economica; bambini senza un computer con il quale seguire le lezioni. E i genitori non erano a casa o in grado di aiutarli. Questo è stato livello generale dell’educazione olandese il problema; molti bambini si sono persi nel nulla, non avevamo più contatti con loro; si erano persi per le dif…