The Netherlands, an outsider's view.

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Le più belle opere al mondo di Peter Paul Rubens a Rotterdam

La collaborazione tra i musei ha permesso di offrire una selezione dell’artista dal 1605 al 1640. Sono 68 i dipinti più belli provenienti da tutto il mondo esposti a Rotterdam.



Il Museum Boijmans Van Beuningen e il Museo Nacional del Prado a Madrid ospitano al loro interno una collezione unica di dipinti dell’artista. Per anni c’è stato da parte dei due musei il reciproco desiderio di creare un esibizione senza precedenti, mettendo insieme i pezzi delle rispettive collezioni.
La location della mostra “Pure Rubens” è l’ala Badon, la più grande (1500 m2) del museo Boijmans Van Beuningen e concede un accesso temporaneo alla stanza dove Rubens teneva i suoi più importanti lavori.

I disegni di Rotterdam e Madrid sono integrati con prestiti provenienti da tutto il mondo come:
Metropolitan Museum of Art di New York, Art Institute di Chicago, J. Paul Getty Museum di Los Angeles, Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid, la National Gallery di Londra e il Louvre di Parigi.
La collaborazione tra i musei ha permesso di offrire una selezione dell’artista dal 1605 al 1640. Sono 68 i dipinti più belli provenienti da tutto il mondo esposti a Rotterdam.

Peter Paul Rubens (1577-1640) è conosciuto come “the god of painters” poiché uno dei pittori più influenti e di successo del suo tempo, realizzando opere di vario genere come paesaggi, ritratti, immagini religiose e mitologiche, disegni per frontespizi e affreschi. Niente era troppo per Rubens. Anche sé non sempre sembrava destinato a diventare pittore, poiché da ragazzo lavorava come paggetto nei circoli nobili, e per il giovane intelligente Rubens una carriera scientifica e politica sembrava essere già decisa. Tuttavia nel 1594 scelse l’arte della pittura, vivendo per cinque anni ad Anversa. Cresciuto a Colonia dove i genitori si sono trasferiti per evitare le guerre di religione nei Paesi Bassi. Il padre Jan era presumibilmente protestante mentre Rubens era cattolico come il resto della sua famiglia.
Prima di stabilirsi ad Anversa, ha viaggiato molti anni tra Mantova, Genova, Roma, Milano e Madrid. Durante questo periodo ha studiato i lavori di artisti come Titian, Michelangelo e Caravaggio, sviluppando uno stile Barocco personale.
Nel 1608 si trasferisce ad Anversa, all’epoca centro più importante del Nord Europa a livello culturale e religioso; Rubens costruisce uno studio con un gran numero di assistenti.
Seguirà attentamente la corretta esecuzione dei lavori da parte degli assistenti e spesso sarà lui stesso a definire gli ultimi dettagli delle opere. Molti pittori di successo hanno iniziato la loro carriera nel suo studio come, ad esempio, Anthony van Dyck e Jacob Jordaens.
Otto van Veen di Anversa fu il più importante mentore di Rubens. Per lui Rubens possedeva il suo stesso grande amore per il Rinascimento italiano.

L’artista era solito preparare i lavori con uno schizzo ad olio su tavola, insolita scelta di materiale per uno schizzo. Rubens non è stato il primo ad utilizzarla ma è stato certamente un innovatore poiché nessuno la utilizzava così spesso come lui.
L’importanza di questi schizzi per Rubens divenne chiara dopo la sua morte, quando nel suo studio ne furono trovati centinaia. La maggior parte fatti da lui ma anche di artisti che ammirava come Titian e Tintoretto; Rubens è stato il primo a capire il valore storico-artistico degli schizzi.
Nei secoli successivi, gli schizzi ad olio di Rubens diventarono sempre più interessanti e si trasformarono in oggetti da collezione.

Gli schizzi di Rubens

Rubens produceva schizzi ad olio in misure maneggevoli per varie ragioni. Spesso servivano come linee guida per gli assistenti ma talvolta venivano anche mostrati al cliente. Nel XVII secolo, i clienti volevano spesso interferire durante l’esecuzione del lavoro. Anche un maestro come Rubens avrebbe dovuto mostrare un modello prima di iniziare l’incarico; un modello su cui si basava l’opera finale. Il modello era quindi un esempio per il cliente per avere un’idea del risultato. I suoi clienti potevano essere persone del clero, nobili e commercianti.
Per questa ragione, Rubens creava in aggiunta al primo schizzo indirizzato principalmente agli assistenti, un modello più elaborato il quale era probabilmente destinavo al cliente.
Un esempio di tale modello è il dipinto The Martyrdom of St Livinus della collezione Museum Boijmans Van Beuningen. È presente anche una bozza dello schizzo che ha preceduto quest’opera. Gli schizzi ad olio differiscono dai dipinti per la spontaneità e libertà di pittura. Gli schizzi enfatizzano il suo tratto distintivo, a differenza di molti dipinti che erano svolti in gran parte dai suoi assistenti.

Arazzi di Rubens

Rubens non era solo un pittore ma creava anche arazzi, i quali spesso più costosi dei dipinti per la tessitura laboriosa e i materiali costosi utilizzati come fili d’oro e d’argento. Solo principi, nobili e benestanti potevano permettersi tali opere.

La visita al museo

La visita della mostra può essere accompagnata da un catalogo scritto da Friso Lammertse, curatore presso Museum Boijmans Van Beuningen, e da Alejandro Vergara, curatore presso Museo Nacional del Prado. Il catalogo può essere acquistato online o al negozio del museo per €29.95.

Il tour multimediale contestualizza Rubens nella sua epoca e le storie dei suoi dipinti diventano reali. Il tour speciale è disponibile in inglese e olandese, può essere prenotato per €3.00 o richiesto all’entrata della mostra.
Prenotando è anche possibile effettuare un tour guidato di gruppo 60min con massimo 15 persone. Disponibile in olandese per €85; inglese e francese €100 (escluso ingresso).

L’ultimo giorno per visitare la mostra è il 13 gennaio 2019.