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Le Mont Saint-Michel d’Olanda: le isole patrimonio dell’UNESCO dove il paesaggio cambia con la marea

Nella riserva nel nord dell'Olanda si pratica il “Wadlopen” ovvero, letteralmente, la camminata sul fango quando la marea è bassa



di Arianna Bianchi

 

Non è necessario recarsi in Francia per vivere il fascino di un paesaggio che muta più volte nell’arco di una giornata con il flusso delle maree. Sconosciuta ai più, ma molto amata da chi ha la fortuna di visitarla, nel nord dell’Olanda si trova una riserva naturale unica al mondo, ricca di storia e riconosciuta patrimonio dell’UNESCO. Si tratta della sezione olandese del Wadden Zee, il Mare dei Wadden: un paesaggio naturale eccezionale, destinazione per escursioni uniche e culla dell’ingegno idrico olandese.

A passeggio sul fondale marino

La riserva del Wadden Zee si estende lungo la costa settentrionale dei Paesi Bassi, quella tedesca e fino in Danimarca. Rappresenta la più grande distesa di piane di maree al mondo: ovvero vasti depositi di sabbia coperti dall’acqua, ma calpestabili quando il livello del mare si abbassa. La parola “wad” in olandese si riferisce proprio alla distesa fangosa che domina lo sguardo del visitatore con la bassa marea.

Nella riserva nel nord dell’Olanda si pratica il “Wadlopen” (ovvero, letteralmente, la camminata sul fango): una passeggiata sul fondale marino, possibile quando c’è bassa marea. I visitatori possono così raggiungere a piedi le isole di quest’area: le Mont Saint-Michel d’Olanda, altrimenti circondate da distese d’acqua quando la marea è alta.

Rispetto alle regioni tedesca e danese, il tratto olandese del Wadden Zee ospita le isole di dimensioni maggiori. Nonostante la maggior parte sia abitata da secoli da una popolazione dedita prevalentemente alla pesca (e che parla una lingua diversa dall’olandese – il Frisone, un idioma germanico molto vicino all’inglese e parlato unicamente sulle coste meridionali del Mare del Nord) alcune di queste isole sono tuttoggi disabitate e continuano a ospitare una natura incontaminata.

Dimora di foche e uccelli

Il mutamento di paessagio dovuto al flusso delle maree determina fa sì che la riserva ospiti un’incredibile diversità di flora e di fauna, in particolare di pesci e di uccelli. Le isole del Wadden Zee ospitano persino gruppi di foche, osservabili dai visitatori più fortunati.

La bassa marea permette di scoprire forme vegetali che solitamente restano nascoste nei fondali marini. Qui si possono osservare, per esempio, delle particolari specie di alghe, che quando fioriscono trasformano la piana in una grande distesa di colore viola. Proprio in ragione della sua ricchezza naturale, nel 2009 il Wadden Zee è stato riconosciuto patrimonio dell’UNESCO.

Culla della gestione delle risorse idriche

Le maree segnano anche le modalità di insediamento dell’uomo in quest’area. In questa regione infatti nasce e si sviluppa l’eccezionale rapporto della nazione olandese con le risorse idriche. La conformazione attuale di questa parte d’Olanda è il risultato di un lungo processo di bonifica del terreno, realizzato attraverso la costruzione di canali, dighe e polder – ovvero tratti di mare drenati artificialmente.

I primi abitanti costruirono le prime dighe per sottrarre terra al mare nel 600 a.C.. Nei secoli successivi, la popolazione di questa regione ha continuato a progettare sempre nuovi sistemi di drenaggio dell’acqua del mare. L’isola di Texel, per esempio, inizialmente consistente in due isole separate, è stata trasformata in un’unica isola nel Seicento, grazie alla costruzione di una diga formata da piante che trattengono la rena.

A un periodo più recente – gli anni Trenta del Novecento – risale invece l’importante diga lunga 30 chilometri denominata Afsluitdijk. È quest’opera, visitabile dai turisti, che permette di sottrarre al mare una grande porzione dei Paesi Bassi, inclusa l’area della città di Amsterdam.

L’Afsluitdijk ha anche una rilvenza storica. La sua costruzione ha permesso la coltivazione agricola di un’area che, negli anni immediatamente successivi, ha ospitato molti rifugiati ebrei, giunti dalla Germania e dall’Austria. Molti di loro erano giovanissimi e una volta evacuati da questa regione impiegarono proprio le competenze agricole apprese nel Wadden Zee per stabilirsi in altri paesi. Nel 2002, l’edificio che ospitava i rifugiati ebrei è stato riconosciuto come monumento nazionale ed è oggi visitabile.

Una destinazione per tutti

Oltre a siti di importanza storica e alla ricchezza naturale, il Wadden Zee offre ai visitatori anche altre attrattive: qui si può surfare, fare canottaggio o osservare le stelle in modo unico, dato che il Wadden Zee rappresenza una delle aree con inferiore inquinamento luminoso in Europa. Tra peculiarità naturalistiche, retaggio storico ed eccezionalità, questo “pezzetto d’Olanda” merita assolutmente una visita.



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