Chi paga il picco di inflazione dovuto all’aumento delle materie prime e soprattutto al picco raggiunto dal costo dell’energia? Secondo NOS è immediatamente chiaro chi non paga questi costi, Ossia le grandi aziende.

Un’indagine svolta sull’ultimo trimestre, mostra che le grandi multinazionali in Olanda non si sono accorte della crisi. Anzi, i profitti dell’ultimo trimestre sono da record. Shell, Unilever e Heineken non hanno solo aumentato i profitti per alcune di loro sono stati da record. Secondo un’indagine della banca d’Olanda, le multinazionali non hanno risentito per niente dell’aumento dei costi dell’energia che al momento sta pesando solo sui consumatori.

Per i cittadini al contrario i prodotti hanno subito un incremento anche del 10%. Il caso più eclatante è quello di Shell: la multinazionale del petrolio deve, paradossalmente, il suo picco di profitti proprio alla crisi, grazie alla quale ha incamerato ben 18 miliardi di dollari negli ultimi tre mesi.

Ben van Beurden, ceo di Shell non si scompone: pur consapevole delle norme ingiustizia dice che la situazione mondiale non è colpa della sua azienda punto Al contrario, il segretario delle Nazioni Unite Guterres, si è scagliato contro le multinazionali e contro questo profitto della crisi che ha definito immorale.

Secondo l’economista Lukkezen, profitti a palate non significa necessariamente che le aziende siano approfittando della situazione aumentando i prezzi, dice a NOS.

L’esempio è quello di Unilever: l’azienda dell’ultimo trimestre ha fatto più soldi ma con meno prodotti venduti. Ciò è stato possibile approfittando dell’aumento dell’inflazione e quindi della scusa della necessità di aumentare i prezzi. Gli economisti osservano che il meccanismo tradizionale di mercato, domanda e offerta, in questo caso non sta funzionando;  se da un lato ci si potrebbe aspettare che la concorrenza punti al ribasso con i prezzi, in realtà ciò non accade.

Di fatto, poi, la situazione è persino più complicata: le aziende stanno effettivamente trasferendo questa aumenti di costi sui consumatori sapendo che una fetta consistente della popolazione ha accumulato molto denaro nel periodo Covid, e quindi una contrazione nei consumi non sembra per queste aziende in vista. 

Le parole del segretario delle Nazioni Unite vanno nella direzione di richiedere un impegno serio alla politica, contro le aziende: dato che una fetta consistente della popolazione vede comunque enormi difficoltà nell’arrivare a fine mese è necessario che lo Stato tassi i profitti delle multinazionali.

Ad esempio una tassa sugli utili: le grandi aziende che hanno visto profitti inaspettati e di ampie dimensioni, dovrebbero restituire qualcosa alla collettività. In Olanda non è riuscita l’operazione di inserire una norma simile, che al contrario è già esistenti in Italia nel Regno Unito