La ricerca di notizie sul Coronavirus fornisce, ad hacker e fabbricanti di fake news, la possibilità  di diffondere software dannosi tramite pagine web e social. Le persone dovrebbero essere più vigili, riporta il Volkskrant. Il giornale cita diversi esempi di possibili modi con cui virus e malware possono infettare il proprio computer.

Scaricare la mappa dei contagi della Johns Hopkins University, per citarne uno. Sul sito web dell’Università, infatti, non è necessario il dowload. La settimana scorsa è stato creato un falso sito dell’istituto nazionale della salute pubblica, RIVM, che termina con ‘nlgoogle.com’ preceduto da ‘rivm’. Si consiglia di non aprire i collegamenti alle mail che offre la pagina ma di andare direttamente sul sito del RIVM. Si consiglia, inoltre, alle persone che lavorano da casa di utilizzare solo la propria mail privata e di seguire le linee guida dei propri datori di lavoro.

Un altro fenomeno che si sta diffondendo è la vendita a prezzi altissimi di gel per le mani, mascherine e carta igienica su Marktplaats, oltre alla vendita di sangue infetto nel dark web. La società di sicurezza informatica Cybersprint ha detto che i siti registrati con ‘covid19’ o ‘corona’ sono saliti a 22,000, dedicati a notizie false e alla vendita di falsi prodotti. Il RIMV è intervenuto quando sono circolati falsi dati sul numero di contagiati e il ministero della difesa ha dovuto negare che si era in procinto di utilizzare l’esercito per bloccare le strade.

Il giornale ha citato il ricercatore Peter Burger dell’Università di Leiden che si occupa di fake news. Secondo lui le storie totalmente inventate sono un problema per la gente affamata di notizie. Bisogna infatti ignorare consigli della Stanford University secondo cui bere acqua ogni 15 minuti può frenare il virus. Il sito dell’Organizzazione mondiale della sanità ha un elenco di falsi consigli, come, ad esempio, mangiare molto aglio per allontanare il virus. Al massimo può allontanare le altre persone.