Terminata pochi giorni fa, la Women of the Dutch Golden Age è stata la prima mostra sulle artiste olandesi e fiamminghe del XVII secolo che il National Museum of Women Artists in the Arts (NMWAA) di Washington ha ospitato.

Il NMWAA è il più grande museo del mondo interamente dedicato al riconoscimento delle donne nelle arti, con l’intento di sviluppare una dinamicità artistica che attraverso mostre, programmi di vario tipo e contenuti online possa dar luce tanto ad artiste del passato lasciate in disparte che quanto ad artiste contemporanee.

In particolare, Women of the Dutch Golden Age voleva essere un riconoscimento di valore per artiste del XVII secolo come J. Leyster, M. S. Merian, M. van de Passe, C. Peeters, R. Ruysch, M. Schalcken, A. M. van Schurman e A. Withoos.

Infatti, l’ascesa della borghesia dovuta alla crescita economica dei Paesi Bassi tra il XVI e il XVIII secolo e la conseguente richiesta di opere d’arte come dipinti e stampe di nature morte, ritratti, scene di vita quotidiana, non ha favorito soltanto gli artisti uomini, come potrebbe erroneamente sembrare. Anzi, le donne hanno fatto parte di questo contesto e lo hanno nutrito, arricchito sia come artiste che come imprenditrici.

Chiaramente, considerato il contesto storico, molte di loro hanno avuto la fortuna di poter  sviluppare i loro talenti poiché nate e cresciute in famiglie di artisti che trasmettevano loro il sapere pratico e tecnico. É il caso, per esempio, di R. Ruysch: figlia di un professore di botanica, Ruysch si specializza nella realizzazione di nature morte floreali che le garantiscono una carriera artistica internazionale di circa 70 anni.

La mostra Women of the Dutch Golden Age intendeva rivelare, quindi, fino a che punto queste donne sono state capaci di oltrepassare i limiti del consentito in arte e nella vita malgrado la difficoltà di essere riconosciute.