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Il rapper olandese Boef, un nome ben noto sulla scena mainstream nazionale, è da giorni al centro di un’accesa polemica per alcuni vlog pubblicati dopo Capodanno, nei quali insultava tre giovani donne che gli avevano dato un passaggio.

Soufiane Boussaadia, questo il vero nome del 24enne, ha bucato un pneumatico della sua auto ed è stato salvato dalle tre che lo hanno portato a destinazione. Un pò ingrato il suo commento sui social, dove ha definito le giovani “kech”, prostitute nel linguaggio di strada olandese.

Il video è stato accolto da una pioggia di critiche ma non contento, la star da centinaia di migliaia di followers sui social ha rincarato la dose:  “Ho fatto arrabbiare alcune persone perché ho detto kech, ma cosa fai in una discoteca con alcol e gonna corta, alle otto del mattino?” ha detto nel video. “Se rimani a casa, studi, sei dolce,  ascolti mamma e papà, ti chiamo donna, ma se sei una “kech”, non arrabbiarti se chiamo kech, perché sei un kech. ”

Martedì, con un terzo vlog pubblicato su Instagram, Boussaadia si è scusato. Ha detto che il primo vlog è stato uno scherzo dell’alcol. “È stupido e sono dispiaciuto per tutte le donne che ho offeso.” ha detto

https://www.youtube.com/watch?v=nf_-fdTgfDY

Ma ormai le uova erano rotte e dopo una valanga di insulti sul web ecco i primi danni che la bravata misogena ha causato alla sua carriera: Paaspop, un importante festival del Brabante ha annunciato di aver cancellato il nome del rapper dal line-up per la prossima edizione e diverse dj  hanno lanciato un appello a “non suonare la musica di Boef”.

E non è mancata una bufera di insulti razzisti ed islamofobi all’indirizzo del 24enne di origine nordafricana. L’accaduto non è sfuggito a Geert Wilders

 

Non è mancata la nota ironica: all’attacco ai marocchini di Wilders Boef ha risposto: “in realtà sono algerino”