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Le canzoni di protesta come strumento per condividere esperienze e storie

Source: Pixabay

Amsterdam Alternative è un progetto congiunto realizzato da un insieme di locali della capitale olandese. Questi mirano a coinvolgere i cittadini in progetti no-profit e spesso gratuiti. Alcune delle sedi che aderiscono al progetto sono Cinetol, De rumine, OT301, Plantage Dok, Plein Theater, Vondelbunker. Di recente sono state analizzate da Chris Kelly, collaboratore del progetto, le canzoni di protesta come mezzo di comunicazione accessibile a tutti. Oltre che a giocare un ruolo fondamentale nel porre le ingiustizie vissute dai cittadini in primo piano, queste hanno spesso anche alimentato la passione per la politica in molti.

Dalla fine del XIX secolo in poi, il modo più semplice per raccontare le proprie storie e condividere esperienze è stato tramite canzoni di protesta. Basti pensare alla musica soul, inizialmente nata tra i lavoratori di piantagioni degli stati del Profondo Sud americano. Mentre in anni più recenti molti artisti hanno usato queste canzoni per accusare governi e politici di essere corrotti. John Lennon è uno degli esempi più famosi di come si siano tramutate in musica le tensioni degli anni Settanta tra i cittadini americani e il governo. Hanno seguito poi artisti come Bob Marley, The Sex Pistols, The Doors, e Nina Simone. E come negli anni Settanta, anche nell’ultimo decennio numerosi commenti sulla politica attuale sono permeati in brani di vario genere. Dalla musica elettronica al hip-hop, sempre più artisti utilizzano motti di vari movimenti o inseriscono dichiarazioni di politici nelle loro canzoni.

Tra questi c’è il rapper inglese Kareem Dennis, in arte Lowkey. Battutosi per fermare la guerra in Iraq, ha poi messo in discussione le manovre prese dal governo britannico nelle sue canzoni. Soundtrack to the Struggle 2, il nuovo album rilasciato, vede come argomento centrale il capitalismo e gli inevitabili cambiamenti che questo sta portando nella società di oggi. Il lavoro di Lowkey non è solo quello di raccontare vicissitudini politiche, ma anche quello di presentare una vera e propria ricerca su fatti quotidiani di politica. Quasi come fosse un giornale volto ad educare ed informare il pubblico.

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