Halbe Zijlstra, il ministro degli esteri olandese, finito nel fuoco di fila per essersi inventato di aver sentito Putin dire “voglio ricostruire la Grande Russia”, avrebbe erroneamente interpretato le dichiarazioni del presidente russo. A sostenerlo è l’ex CEO di Shell, Jeroen van der Veer, al Volkskrant. Le parole di Putin probabilmente non indicavano piani per espandere la Russia con azioni militari.

Zijlstra ha ammesso di aver mentito sull’incontro con il presidente russo: non era lì, ma aveva sentito parlare di una fonte che ha voluto tutelare. Quella fonte pare sia proprio il presidente Shell Van der Veer.

Zijlstra ha in programma un incontro a Mosca con il suo omologo Lavrov oggi e la sua partenza è prevista per la serata. I partiti di governo CDA e D66 sostengono la richiesta dell’opposizione di un dibattito parlamentare prima della missione.

In una e-mail inviata al Volkskrant, Van der Veer conferma di aver parlato con Zijlstra della conversazione con Putin. Il presidente avrebbe usato davvero Grande Russia, ma non nel senso interpretato dal ministro.

In un congresso del partito VVD nel 2016, Zijlstra aveva detto che il presidente russo punta a ricostruire la Grande Russia: “Ossia la Russia, la Bielorussia, l’Ucraina e gli Stati baltici, e il Kazakistan”.

I partiti della coalizione hanno condannato la bugia di Zijlstra, ma non hanno comunque messo in discussione il suo posto da ministro. 

Secondo il corrispondente dalla Russia di NOS, David Jan Godfroid, “è molto improbabile che Putin abbia parlato nel modo descritto da Zijlstra.”, ha detto all’emittente. Il presidente russo, ha spiegato, non è solito scoprire le sue carte ed esporsi in maniera cosi netta. Soprattutto in presenza di ospiti stranieri e occasionali.

Godfroid dice anche che è improbabile che Putin abbia parlato di una “Grande Russia”. Secondo lui, è chiaro che la Russia sta “lavorando” con gli ex Stati sovietici, sostenendo le sue minoranze linguistiche in quei paesi. Ma che abbia detto “espansione” è piuttosto improbabile.