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Le avventure di Peter de Haan, l’Indiana Jones di Leida

Tra Dan Brown e i misteri del Vaticano, la trilogia scritta da Jeroen Windmeijer ha avuto un gran successo nei Paesi bassi

Jeroen Windmeijer è autore della trilogia con protagonista un archeologo di Leida. De bekentenissen van Petrus, Het Pauluslabyrint, Het Pilgrim Fathers Complot sono i titoli che la compongono.

I libri raccontano le avventure di Peter de Haan, archeologo all’Università di Leida, e di uno studente, Judith Cherev. Insieme risolvono misteri che coinvolgono il folclore biblico.

I racconti sono stati paragonati a quelli del giramondo Indiana Jones e dell’autore americano Dan Brown. I libri di Windmeijer hanno avuto un discreto successo nei Paesi Bassi e tra il pubblico olandese nel mondo, ma cattureranno l’attenzione dei lettori inglesi?

Tutto è iniziato quando la moglie lo ha sfidato a scrivere durante i suoi giorni liberi dall’insegnamento in una scuola superiore a Leida. Ora Windmeijer è autore di una trilogia bestseller e con un film in arrivo.

Lo scrittore ha recentemente incontrato l’emittente DutchNews.nl  per la sua prima intervista in lingua inglese.

Al momento lavora come insegnante ma ha sempre desiderato essere uno scrittore?
“Non proprio. Fin da quando avevo 14 o 15 anni scrivo diari. Ho viaggiato molto quando ero studente. Ogni estate andavo all’estero per due o tre mesi con zaino in spalla e pochissimi soldi, in posti come Messico o Turchia. Ho scritto molto nei diari e lettere una volta rientrato a casa. Quindi credo che tutto sia iniziato in quei momenti; da studente ho anche composto brevi storie e due racconti ma senza grande successo. Dopodiché tutto è svanito e sono diventato un insegnante di religione e studi sociali.”

Cosa ha scatenato il desiderio di scrivere ancora?
“Non ho mai smesso di leggere, specialmente libri riguardo la cristianità e thriller religiosi di autori come Dan Brown. Mi sono sempre chiesto perché i personaggi si trovassero in città come Londra, Parigi, Venezia e Roma ma mai nei Paesi Bassi. Ho iniziato a parlarne con mia moglie e mi ricordo di aver letto un thriller scritto da un autore olandese ed ho pensato non fosse scritto così bene. Incuriosito ho cercato informazioni su di lui e ho letto che aveva venduto 250.000 copie! Così ho detto a mia moglie “posso provarci anch’io” e lei ha risposto “ok, vediamo”. Mi ha sfidato ed ho deciso che volevo scrivere un thriller a sfondo religioso. Si dice sempre “scrivi di ciò che sai” e io so parecchio riguardo Leida. Vivo qui da 30 anni e so abbastanza anche di San Pietro, santo patrono della città.

Come è iniziato il tutto?
Ho fatto ricerche per più di sei mesi riguardo San Pietro e ho scoperto che non è mai stato a Roma.

Si presume sia morto lì ed è per questo che il Vaticano si trova a Roma, no?
Si, ma sono tutti miti e leggende. Eppure, è ancora molto importante per la chiesa Cattolica osservare una linea diretta che va da Pietro fino al Papa attuale. Ma non ci sono prove che abbia mai lasciato la Palestina e questo è stato lo spunto per il mio primo libro, De Bekentenissen van Petrus (Le confessioni di Pietro).

Quando hai trovato il tempo di scrivere tra il lavoro da insegnante e la famiglia?

Dopo sei mesi di ricerche, ho iniziato a scrivere. Sei mesi dopo, il romanzo era pronto. Nei fine settimana ero sempre troppo impegnato ma lavoravo quattro giorni a settimana. Ogni venerdì scrivevo. Per prima cosa accompagnavo a scuola nostra figlia e dalle 8.30 fino alle 15.30 scrivevo. In media, circa 8/10 pagine e poi la sera le facevo leggere a mia moglie.

Ti sei affidato a qualche linea guida? Alcuni autori utilizzano un indice per fare ordine tra le idee.

No, niente del genere. Sapevo solo dove la storia voleva andare a parare. A volte il corso degli eventi della storia ha sorpreso anche me. Ci sono stati momenti in cui era come se stessi ascoltando una storia e dovevo solo trascriverla. Così è come ho lavorato anche agli altri libri. Faccio sei mesi di ricerche approfondite e sei mesi di scrittura prima di spedire una copia all’editore, per poi riscrivere per sei mesi.

Come hai pubblicato il tuo primo racconto?

Dopo che molti editori mi hanno risposto di no, ho pensato che non sarebbe mai successo ma poi mi è stato detto di provare con editori locali e ne ho trovato uno a Leida, gestito da un’editrice che stampa solamente saggi. Nonostante questo le ho spedito una copia. Poco tempo dopo, proprio mentre stava per rispondermi di no, ha iniziato a leggere il manoscritto in una pausa caffè. Prima di rendersene conto era già arrivata al quarto capitolo. Così, per la prima volta nella sua vita, ha deciso di pubblicare un romanzo. Ha stampato un centinaio di copie e mi ha detto che sarebbe ritenuta soddisfatta se fossero riusciti a venderle tutte..  I libri sono stati venduti nel giro di due settimane. Così ha stampato altre 2000 copie, che sono state vendute in tre mesi.  Questo mese ci sarà la settima ristampa, con oltre 10.000 copie vendute.

Quale pensi sia stato il trucco per la vendita delle prime copie?

Ho promosso il libro tanto quanto ho potuto. Ho parlato con ogni giornale e rivista olandese che era disposta ad intervistarmi. Ho spedito centinaia di e-mail e sono stato nelle librerie a Leida per vedere se mi lasciavano fare alcune letture. Ho inoltre fatto cose come convincere dieci miei studenti ad andare ogni due giorni a chiedere alla libreria della stazione centrale di Leida se avevano il mio libro. Poi mi sono presentato li e mi hanno risposto “le persone continuano a venire qui chiedendomi del tuo libro”. Hanno acquistato 50 copie e le hanno vendute tutte in un paio di giorni. Quindi gran parte del successo è dato dal mio fanatismo. Infine, tre anni fa, la Harper Collins Holland cercava saggisti da pubblicare; dopo aver visto che il libro aveva venduto centinaia di copie senza bisogno di promozione tradizionale hanno pensato: “se il suo primo libro ce l’ha fatta quasi da solo, immagina cosa potrebbe fare il supporto promozionale del suo secondo.”

Perché il labirinto di San Paolo è il primo volume in inglese?
È un po’ complicato ma in sostanza è perché i diritti del primo libro sono in mano al mio primo editore di Leida. Prima o dopo sarà tradotto in inglese ma forse per ultimo.

Questo comporta problemi nella lettura della trilogia?
No, i tre libri si possono leggere in qualsiasi ordine perché sono tre avventure separate, un po’ come il personaggio Robert Langdon nei racconti di Dan Brown.

Mentre svolgevi ricerche per Il Labirinto di San Paolo, hai visitato qualche “tunnel” sotterraneo di Leida? Era come nei film di Indiana Jones?

Qualcosa di simile. Sono stato nelle case di Leida dove credevo di poterli trovare. I proprietari delle abitazioni si sono dimostrati molto disponibili quando ho detto che stavo svolgendo ricerca per scrivere un libro. In una casa vicino a Rapenburg era come essere in un film. Mi hanno portato in una camera da letto ed hanno spostato il tappetto. Poi hanno aperto una porta nascosta e c’era un tunnel che attraversa Rapenburg. Quella casa gioca un ruolo importante nel libro.

Quindi una volta c’erano davvero tunnel nascosti a Leida?
No, ho dovuto deludere molte  persone. Nel libro scrivo di una rete di tunnel collegati tra le zone di Leida. Un lettore mi ha scritto un e-mail chiedendomi se erano aperti al pubblico ma ho dovuto rispondere che era una cosa inventata. Comunque da quando vivo a Leida, ho sentito di leggende e voci di corridoio dell’esistenza di questi tunnel nella città. Alcune persone ci credono tuttora. Si presume siano stati costruiti quando Leida era sotto assedio spagnolo nel XVI secolo e venivo usati per portare cibo e acqua all’interno della città.

Quali sono le ultime novità per il film De Bekentenissen van Petrus?

Il film sarà la prima pellicola interamente girata nella città di Leida. La sceneggiatura è in fase di lavorazione e il piano è di farlo uscire nelle sale nel 2020. Le riprese inizieranno in primavera e continueranno a settembre e ottobre, in modo tale da includere il festival annuale d’autunno, Drie Oktober.

Adesso che la trilogia è completata, quali sono i tuoi piani per il futuro?

Ho firmato un contratto per scrivere un’altra trilogia. Il primo libro, al quale ci sto lavorando adesso, è ambientato in Bolivia ed ha molti riferimenti religiosi della prima trilogia ma con differenti protagonisti. Il secondo avrà come sfondo il Guatemala e il terzo il Messico. Mi interesso agli Ufo e vorrei inserirli nel terzo libro. Si tratta di quel mito moderno secondo cui gli dei nella religione umana erano tutti alieni quindi si focalizzerà su questo aspetto.

Il mio obiettivo è di scrivere un libro ogni anno. Mi definisco un’insegnante con un lavoro da scrittore. In futuro, vorrei essere un scrittore con un lavoro da insegnante. Penso che continuerò ad insegnare perché mi fa rimanere giovane. Ti tiene aggiornato con quanto sta succedendo nella società e sarebbe triste stare casa a scrivere tutto il giorno.


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