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Le 6 raccomandazioni degli esperti per un Belgio più green; tra queste, stop alla chiusura delle centrali nucleari



Un nuovo rapporto della associazione ingegneristica fiamminga IE-net traccia le nuove linee guida per un Belgio più verde. Secondo l’associazione, l’economia belga deve affrontare un ampio cambiamento. Il rapporto consiste in sei principali raccomandazione per coloro che si troveranno a dover stendere il rapporto di politiche ambientali alla conferenza sull’energia a Bruxelles.

“Dopo tutto, i politici non dovrebbero occuparsi solo dell’oggi, ma dovrebbero anche guardare dieci, venti, trenta anni in avanti,” ha detto Jan Desmet, professore di ingegneria elettronica e presidente della IE-Net. I vari studi hanno portato ad elaborare i seguenti punti:

1.Investire in istruzione, ricerca e sviluppo

Mentre le energie rinnovabili sono via via più economiche, molta ricerca è ancora necessaria per la loro applicazione. Secondo gli ingegneri in Belgio è necessario che si investa molto su questo punto. La tecnologia probabilmente potrà salvarci, ma dobbiamo trovare soluzioni e applicazioni che ancora non esistono, secondo l’associazione: “Tutti gli investimenti nell’energia eolica e solare in Belgio, contano oggi solo il 2% dell’energia consumata. Nonostante il fatto che l’industria abbia cominciato ad utilizzare meno energia, che le macchine stiano diventando più efficienti, che le case siano isolate in maniera migliore, questo ha portato a una riduzione dell’appena 0,8% all’anno del totale dell’energia di cui abbiamo bisogno.

2. Investire nelle infrastrutture di energia rinnovabile

La fornitura di energia rinnovabile dovrebbe essere dieci volte maggiore e usata su grande scala. Questo significa dover investire in grado di gestire questa energia in termini di importazione, trasporto, stoccaggio su larga scala di energie rinnovabili, idrogeno, e-fuels e anche CO2.  Il Belgio non è in grado di produrre dieci volte tanto questo tipo di energia verde, deve essere costretto a importarlo, esattamente come al momento importa quella non rinnovabile. Il governo deve assicurarsi che il Belgio sviluppi le infrastrutture necessarie per questo.

Al momento le due principali energie disponibili sono, come dice Desmet: “Gas ed elettricità, questo significa che abbiamo bisogno di gasdotti e conduzioni.”

3.Lasciare gli impianti nucleare aperti

Il piano attuale di chiudere tutti gli impianti nucleari entro il 2025 deve essere modificato allo scopo di poter continuare a rifornire energia. Il rapporto degli ingegneri suggerisce invece di ritardare la chiusura degli impianti più giovani, Doel 4 e Tihange 3 per poter facilitare il passaggio dall’energia non rinnovabile a quella rinnovabile; è una delle proposte più rigide del rapporto, supportata da ben noti climatologi come Jean Pascal van Ypersele.

“Non è una buona idea fermare tutto d’un colpo nel 2025. Teniamo gli impianti nucleari aperti per un po’ più a lungo per avere tempo di trovare alternative climate-friendly ha dichiarato Desmet.

4.Investire in politiche a lungo termine nel panorama europeo

Il Belgio non ha avuto fino a questo momento ambiziosi piani per il clima, ed era a rischio di non incontrare nemmeno gli obiettivi non ambiziosi che aveva.

Desmet ha dichiarato: “Siamo un piccolo paese. la crescita dell’energia eolica e solare è molto più facile in Germania per esempio, perchè hanno più spazio. Nonostante tutto, il Belgio potrebbe intraprendere altri percorsi che sono più difficili per altri paesi, come la riduzione dell’impatto delle emissioni di CO2 contrastandone la mobilità.

5.Puntare su veicoli elettrici

Il governo dovrebbe inoltre incoraggiare in maniera maggiore i cambiamenti di mentalità. Potrebbero rendere la mobilità nelle città più difficile per le macchine, per esempio. Secondo Desmet: “In Danimarca hanno creato piste ciclabili che non vengono bloccate da neve e ghiaccio in inverno, mentre le normali strade per le macchine non hanno questa tecnologia. Questo incoraggia le persone a prendere le proprie biciclette. Sceglieranno, infatti, sempre per la propria convenienza e comfort.”

Tagliare fuori le macchine a favore di altri mezzi di trasporto potrebbe essere logisticamente difficile, ma ci sono altre soluzioni per diminuire le emissioni: “Penso che sarebbe più facile per la società dare alle persone veicoli elettrici invece che abolire le auto. Queste macchine cambiano ogni quattro o cinque anni, questo vuol dire che possiamo elettrificarle in un periodo breve” ha detto Desmet.

6.Introdurre gradualmente una tassa su monossido di carbonio

Una tassa sulle emissiomi inquinanti  e su tutti i carburanti fossili, sarà un segnale chiaro. Lo scopo non è quello di produrre meno energia, ma di emettere meno emissioni nocive. La tassa sarebbe necessaria, secondo gli ingegneri: “se il governo non interviene ora, e permetterà al libero mercato di non prendere provvedimenti, tutti i cambiamenti saranno troppo piccoli e avverranno troppo tardi.”

Ridurre le emissioni dall’80% al 95% entro il 2050 può soltanto essere fatto smettendo di consumare petrolio, carbone e lignite.

 






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