The Netherlands, an outsider's view.

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CINEMA

Layla M.: il lato umano del processo di radicalizzazione, fa riflettere l’Olanda

La pellicola di Mijke de Jong racconta la crisi d'identità di una giovane olandese di origine marocchina

di Martina Bertola

 

Un’adolescente olandese di origini marocchine trova il suo posto nell’estremismo islamico. Questa è la storia di Layla M., un film non solo bello, ma di questi tempi necessario.

Con stile quasi documentaristico, si potrebbe parlare di un moderno neo-realismo. La pellicola  del regista Mijke de Jong, racconta il dramma interiore di un’adolescente che non riesce a trovare il suo posto in una società che da un lato l’accoglie e dall’altro la rifiuta combatte contro i pregiudizi crescenti; Layla cerca la sua identità  perchè non si sente olandese, nonostante le scuole frequentate ad Amsterdam, né marocchina, perché non conosce la terra dei suoi genitori.

Viene a patti con questo conflitto interiore affidandosi alla religione ma i problemi nascono quando inizia a scivolare nel fanatismo.

Layla frequenta un gruppo estremista, un gruppo che a un certo punto entra in contrasto perfino con il resto della comunità musulmana moderata. Prima decide di indossare il velo, che sua madre non indossa e poi la sua discesa nel radicalismo, la porta a scegliere il burka.

I genitori della ragazza vivono con preoccupazione questo travaglio della figlia, cercano di ostacolarla. Ma lei si ribella. Ammaliata e innamorata di un ragazzo appartenente a questo gruppo, lo sposa di nascosto e con lui scappa alla volta del Medio Oriente, con il miraggio di “servire la causa”.

Il miraggio di andare in soccorso dei bambini, secondo lei vessati dagli “infedeli”, si scontra con la realtà: Layla viene trascinata nel vortice di violenza del movimento radicale di cui fa parte. E inizia presto a essere turbata da questo doppio aspetto della causa.

Il film non racconta l’estremismo religioso, quanto una passione adolescenziale, innocente e pericolosa; Layla è una ragazza che nel delicato processo di costruzione della sua identità insegue gli ideali, con passione ed incoscienza, estrema e senza sfumature, tipica della giovinezza. L’amore, che è comunque sincero, non fa altro che alimentare questa fiamma ardente e i due ragazzi, freschi sposi, sostengono uno la fede dell’altra.

Accolto generalmente da buone critiche, il film ha riscontrato un grande successo in sala. Il debutto di Nora El Koussour è sorprendente e la sua interpretazione preziosa, perché in grado di conferire un senso di profonda realtà.

In un paese dove un politico di nome Geert Wilders, è stato condannato per aver inserito la voce “meno marocchini” nel suo programma di governo, Layla M. è un film importante. Un film che cerca l’umanità in un vortice di emozioni che spesso, finisce per diventare disumano; combattendo senza moralismi i luoghi comuni, che in questo periodo di “allarme terrorismo”, fanno breccia nelle coscienze dell’Europa odierna.