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L’Avventura, il dramma borghese di Michelangelo Antonioni al Filmtheater de Uitkijk

La trilogia dell'incomunicabilità del regista italiano prosegue con L'eclisse e La notte tra aprile e maggio nel piccolo cinema al centro di Amsterdam

di Natalina Rossi

Ieri sera, mercoledì 3 aprile 2019, si è aperta la rassegna cinematografica al Filmtheater de Uitkijk di Amsterdam dedicata a Michelangelo Antonioni con il film del 1960 L’avventura, considerato il primo capitolo della trilogia esistenziale o trilogia dell’incomunicabilità

Sul grande schermo, dentro la piccola sala cinematografica sul canale di Prinsengracht, ha preso forma il dramma della borghesia, e dell’amor vacui. L’amore per il vuoto, l ‘assenza dell’amore, o della capacità di provarne alcuno. Attraverso immagini potenti in bianco e nero, Antonioni racconta la tragedia delle relazioni umane, portate avanti per abulia, inerzia, noia e per puro intrattenimento. Un mondo, quello borghese, in cui non c’è spazio per la fedeltà e l’integrità delle promesse – in cui – la sostituibilità degli esseri umani, diventa una condizione naturale e impietosa. 

Il soggetto centrale dell’opera è la scomparsa della protagonista Anna, durante una crociera alle Eolie, e la ricerca fintamente disperata del suo compagno Sandro, e della sua migliore amica Claudia. 

Mentre la tragedia della sparizione è in atto, Sandro e Claudia si innamorano. La verità è che, dentro una società mondana e paiettata, l’unico dramma possibile è quello individuale. L’unica disperazione consentita è quella personale. 

La sottomissione dell’uomo agli istinti più bassi, pure davanti alla morte, è ineluttabile. Tra festini mondani e salotti borghesi, l’unica assenza che emerge è quella affettiva. 

Gli uomini si trastullano tra corpi giovani, yacht e baciamano. Le donne cercano, invano, di essere fedeli a un’idea di amore assoluto – che a quanto pare – è svanita.

Nessuna coerenza, umanità nel sentire, o qualsivoglia ragionevolezza nel comportamento. 

I gesti compiuti, le lacrime versate, le vane ricerche tormentate, rispondono ad un’unica logica: la convenzione sociale. Il socialmente accettabile, pure se al di là dell’apparenza tutto è miserabile e immorale. Eccolo il dramma borghese. Soffocare il sentimento per puro edonismo. L’Io sociale è l’unica bestia da sfamare. In mezzo a tutta questa tristezza e indolenza, la figura della donna sembra l’unica ancora in grado di farsi trasportare da un’emozione autentica, da un sentire pieno ed effettivo. 

Nella scena finale è – forse – racchiusa una vana speranza. Mentre Sandro piange su una panchina, dopo aver tradito Claudia, lei gli poggia una mano sulla spalla. Forse, in quel gesto, c’è il perdono per tutti gli uomini, e per sé stessi. Forse, in quella carezza, c’è la necessità di salvezza. Tra danze, e tradimenti, aperitivi e gelosie, la scomparsa di Anna diventa reale, o meglio, nessuno sembra più accorgersene. 

L’avventura è un capolavoro cinematografico estetico ed etico. 

L’avventura, La notte, e L’eclisse saranno in programmazione per tutto il mese di aprile e maggio.

Il Filmtheater de Uitkijk apre le porte ai cinefili più appassionati, concedendo un viaggio disperato dentro la profondità dei desideri umani. Siano essi bassi, miserabili, immorali, e pieni di misericordia. 



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