Leggi anti-europei? In molti consigli comunali dei Paesi Bassi si starebbero introducendo leggi locali per limitare il numero di abitanti Est-Europei in certi quartieri residenziali. A riportarlo il Trouw martedì.

Maasdriel in Gelderland, Zuidplas nello Zuid-Holland, Zaltbommel e la vicina Tiel sono tra i comuni che vorrebbero mantenere le aree residenziali “vivibili” limitando il numero di lavoratori stranieri.

I comuni vogliono prevenire grandi concentrazioni di polacchi e rumeni con regole più severe. A Tiel, per esempio, la proposta è di regolare le abitazioni con la presenza di massimo quattro emigrati. Ci sarebbe anche un numero massimo di “case per polacchi”. Si userebbero a modello le stesse restrizioni che limitano il numero di case per studenti.

Molti lavoratori proveniente dall’Est-Europa si trasferiscono nei Paesi Bassi richiamati dall’industria dell’orticoltura nel Westland o per ricoprire posizioni all’aeroporto di Schiphol. In molti casi i datori di lavoro acquistano immobili economici dove affittare stagionalmente i nuovi arrivati.

L’ostilità di alcuni comuni per la presenza di questi stranieri è dovuta alle lamentele dei cittadini. Gli abitanti sarebbero stanchi dei rumori provenienti dagli appartamenti sovraffollati e delle strade invase da automobili targate Polonia o Romania.

Alternative

“A Tiel vivono circa 3.000, 4.000 persone provenienti dall’Est-Europa. È il 10% degli abitanti totali” spiega Erik van Keken, funzionario comunale. Stando ai dati dell’Ufficio Statistico Nazionale (CBS), sono circa 120.000 i Polacchi che vivono e lavorano nei Paesi Bassi.

Johan van der Craats dell’agenzia immobiliare Flexwonen dice al Trouw: “Meno europei dell’Est in una sola casa, meno ” polacchi ” per strada e soprattutto meno quartieri in cui centinaia di lavoratori stranieri vengono riuniti.”

Tuttavia, stando all’agente immobiliare il problema è che i comuni non offrono alternative: “Anche se le amministrazioni diventerassero più rigide, il problema si sposterebbe altrove” spiega.