E’ entrato in vigore una settimana fa e già si parla di modifiche; il job acts olandese è legge dal I luglio e i rischi da molti paventati, sono già realtà: sono raddoppiate in una settimana le richieste di conclusione dei rapporti di lavoro, depositate da parte dei datori presso l’UWV (ufficio territoriale del lavoro). Il motivo? Lavoratori con il terzo contratto temporaneo in scadenza, potrebbero chiedre a breve, secondo le nuove norme, un contratto a tempo indeterminato. Il rischio paventato è che per molti lavoratori,la regolarizzazione definitiva in tempi ridotti (3 contratti di 6 mesi) non possa, di fatto, mai arrivare: e se tutti i datori finissero per rinnovare il personale dopo 18 mesi? Per quelle mansioni non specializzate, la possibilità è concreta. La normativa, rinforza la posizione del lavoratore licenziato : finiranno davanti all’ufficio UWV le dismissioni per malattia o per ragioni economiche, in tribunale quelle personali.  Inseriti dei parametri per il calcolo del risarcimento per i licenziamenti laddove la legge affidava, nella normativa precedente, al giudice il compito di stabilire l’importo; di fatto, potrebbe essere diventato più conveniente licenziare. Inoltre, il tribunale  poteva in presenza di un dossier ‘sospetto’ preferire il risarcimento economico al posto del reintegro, anche su questo, il giudice avrà meno spazio di manovra indipendente. Giro di vite sull’uitkeering: chi è in sussidio, potrà rifiutare offerte di lavoro solo per i primi sei mesi. Novità anche per i lavoratori in lunga degenza: il datore dovrà pagare lo stipendio per due anni, e non uno come avrebbe voluto il VVD. Sparisce il periodo di prova dai contratti a tempo determinato e viene introdotto un obbligo di formazione da parte dei datori di lavoro.

La legge, una complessa riforma che cambia aspetto al mercato del lavoro, introducendo regole più chiare ma rendendo, di fatto, più difficili i reintegri e più semplice la dismissione dei lavoratori è il risultato di una lunga discussione tra laburisti e liberali, che mostra chiari i segni del difficile compromesso raggiunto. Se da un lato, il  VVD è soddisfatto per la flessibilizzazione del mercato del lavoro, il ministro Asscher (Pvda, laburisti) la difende ma per ragioni opposte: più facile ottenere contratti a tempo indeterminato. In pratica una lettura diametralmente opposta.

La politica

Albe Zijlstra, capogruppo del VVD sostiene il ‘flexwerk’ come la norma, con il motto “negen miljone keer ik, en nul keer wij” (nove milioni di io e nessun voi) facendo leva sulla responsabilità individuale, mentre il partner di governo laburista la pensa in maniera diametralmente opposta: i contratti temporanei ed i freelance sono un problema per il mercato del lavoro. Asscher si è speso molto a sostegno dei lavoratori precari sottolineando le incertezze dovute all’intermittenza delle prestazioni. Quanto alle parole di Zijlstra, l’interpretazione diplomatica è stata: il VVD ha votato la legge, quindi la sostiene.