Secondo dati ufficiali pubblicati dal Ministero olandese degli Affari Sociali e per l’Occupazione, dal 2012 sono state ricevute più di duemila segnalazioni riguardo “attività immorali” svolte da diverse agenzie di collocamento su tutto il territorio nazionale.

Un totale di 89 società, per la maggior parte situate nelle province del Landelijk, Zuid-Holland e Noord-Brabant, avrebbero infatti violato, in diversi modi e migliaia di volte, il diritto del lavoro. Specialmente per quanto riguarda la legislazione su salario minimo e immigrazione: a seguito di tali illeciti, l’Ispettorato del Lavoro procederà quindi con sanzioni amministrative ed eventuale chiusura delle agenzie di collocamento (per un massimo di tre mesi) mentre, nei casi più gravi, ricorrerà a procedure penali.

Le indagini fanno capo a una specifica “hotline” (Meldpunt Malafide Uitzendbureaus), istituita dal Ministero degli Affari Sociali per contrastare frodi ai danni dei lavoratori e violazioni dei rispettivi diritti. Parliamo, nello specifico, di “sfruttamento, retribuzione inadeguata e concorrenza sleale” ai danni di chi si affida ad agenzie sbagliate di “gestione delle risorse umane”.