Il tribunale di Rotterdam intende estendere la custodia cautelare di Laura H, la donna ventenne salvata dalle milizie curde a Mosul, in Siria, la scorsa estate e rientrata nei Paesi Bassi ad agosto.

Il pubblico ministero ha chiesto che la donna rimanga agli arresti mentre prosegue l’indagine sul suo conto. L’accusa non crede alla sua versione ed è convinta, al contrario, si tratti di una “foreign fighter” rienatrata in Europa per contribuire alla pianificazione di attentati terroristici.

La vicenda di Laura H, originaria di Leidschendam è diventata di pubblico dominio quando la tv curda kurdistan24 ha trasmesso pochi giorni dopo la sua liberazione un’intervista alla donna che ha raccontato di essere rimasta ostaggio, insieme ai figli, dello Stato Islamico da settembre 2015.

Secondo la sua versione, il marito -un palestinese residente da anni in Olanda- l’avrebbe ingannata convincendola a lasciare la loro abitazione a Leidschendam per una “vacanza in Turchia”. Dopo essere arrivata a Raqqa -ha detto ancora Laura- sarebbe stata sequestrata in una casa e sorvegliata giorno e notte da uomini armati.

La donna, in carcere da quasi tre mesi, è cresciuta in una famiglia olandese ma si sarebbe convertita all’Islam all’età di 15 anni.