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INTERNATIONAL

Ex Jugoslavia: l’islamofobia fu una giustificazione al genocidio di bosniaci

Durante la guerra in Bosnia, i Serbi crearono un mito anti-ottomano per giustificare il genocidio.

Uno studio negli archivi  del 1990 dell’Assemblea dei serbi bosniaci ha svelato la creazione e l’uso politico della retorica anti-turca. Un discorso che ha creato l’immagine dei bosgnacchi “inferiori”. Ed è servito a giustificare i crimini di guerra.

Balkan Insight riporta che dopo il massacro di Srebrenica, l’11 luglio 1995, Mladic si rivolse così ai Serbi: “Finalmente è giunto il momento di prenderci la rivincita contro i Turchi”.

L’Assemblea dei Serbi bosniaci fu stabilita nel 1991 come organo legislativo indipendente. Fino al 1995 agì come organo supremo legislativo e politico della Republika Sprska. Usò fin da subito una retorica anti-turca, contro il presunto atteggiamento dei leader croati e bosgnacchi. La ricerca storica condotta da BIRN spiega a fondo questo tipo di retorica e il suo obiettivo. Tra le fonti analizzate ci sono documenti, verbali delle riunioni, leggi e risoluzioni approvate dall’Assemblea.

Dai documenti traspare l’immagine dei bosgnacchi come subumani, indegni di partecipare alla vita pubblica e politica della Bosnia. L’immagine dei bosgnacchi quali nemici pericolosi per i Serbi servì a giustificare repressioni e crimini di guerra.

All’inizio degli anni ’90 i “turchi” erano parte integrante dell’identità bosniaca, così come lo era l’Islam. Proprio quest’ultimo elemento fornì all’Assemblea dei serbi la base per la costruzione di un immaginario nuovo. Iniziò un processo di de-turchizzazione e de-ottomanizzazione della Bosnia.

Le azioni della  guerra si giustificarono come una “lotta di liberazione dai Turchi“. Lo testimoniano le parole del 1994 di Veselin Djuretic riportate da BIRN: “Oggi continuiamo qualcosa che è iniziato nel 1804”.*

Un altro elemento retorico usato contro i bosgnacchi fu il mito del antemurale: l’entità superiore di cui tutti i Serbi fanno culturalmente parte. Naturalmente da essa i Bosgnacchi erano esclusi. Anche Karadzic usò il mito, per spiegare il fallimento di negoziati di pace. “Ci hanno offerto come unica opzione uno Stato congiunto con i musulmani: serve a tenere un’Europa unita nella cristianità, con i Serbi come l’ultimo baluardo.”

Nell’azione dell’Assemblea dei serbi Bosniaci furono quindi due i processi: uno, di esclusione dei Bosgnacchi dalla vita pubblica. L’altro, conseguente, di creazione della figura dei bosgnacchi  nemici: esseri inferiori, non civilizzati, minaccia islamica. Entrambi i processi servirono a giustificare le violenze e l’idea di genocidio come estremo rimedio all’ “attacco ottomano”.

 

*Il riferimento è alla prima ribellione dei Serbi contro l’occupazione ottomana.