The Netherlands, an outsider's view.

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ART

L’artista Koen Vanmechelen e la “profezia” del coronavirus



photo credit to: Door Manfred Werner – Tsui – Eigen werk

traduzione di: Martina Bertola

Koen Vanmechelen, artista belga, era già stato definito un visionario, ma mai come ora il suo lavoro sembra aver predetto quello che è accaduto con il coronavirus.

Tra giungla e civiltà

Nel 2011 l’artista ha creato un’installazione chiamata Modified Spaces. L’installazione artistica si trovava nella città cinese di Guanghzou e una serie di requisiti di sicurezza, come indossare una mascherina per la bocca erano richiesti per entrare. L’opera era composta da tre parti divise su un unico piano. Una giungla con un paio di uccelli, dove c’era il pollo originale dal quale discendono tutte le galline. La temperatura lì era di 45 gradi ed era umico e caldo come, appunto, nella giungla. La seconda stanza era di cinque gradi più fredda. Conteneva tavoli con illustrazioni di uova di ogni generazione di polli. Ha illustrato con questo lavoro la transizione del pollo dalla giungla ai cortili costruiti dall’essere umano. Come racconta lo stesso artista, questo è il passaggio: “dalla natura alla cultura.”

Il lavoro di Vanmechelen ha un doppio significato: “non dobbiamo infettare la natura, ma dobbiamo anche stare attenti. Ne siamo ancora parte o dobbiamo difenderci da essa?” Nell’ultima stanza dell’installazione un video di un artista nepalese pone degli spunti di riflessione sulla separazione tra giungla e civiltà.

Quest’argomento sembra estremamente attuale, perchè è proprio lì, nel rapporto tra giungla e civiltà, che il coronavirus è diventato una minaccia per l’uomo. Quindi l’artista si domanda:  torneremo al modello da cui proveniamo o abbiamo imparato qualcosa dalla crisi? Questo si legge su un articolo del Knack.be, in cui Dirk Draulans ha potuto confrontarsi con Vanmechelen.

“Questo non è un pollo”

Dopo questa visionaria installazione di 9 anni fa, l’artista vuole ora produrre mascherine. Afferma che è una conseguenza logica del suo modo di lavorare. Vanmechelen si occupa di guarigione, i suoi progetti contribuiscono a comunità, fattorie e fondazioni. Non solo arte, ma contributi concreti per la società, sia in Belgio, Zimbabwe, Cile o Stati Uniti, tutto questo grazia al MOUTH (Museum of Understanding, Trust and Humanity). Proprio in collaborazione con MOUTH l’artista vuole realizzare maschere per le persone della comunità, come i giovani con disabilità mentale che lavorano nelle fattorie in Belgio o per la comunità Mapuche in Cile. “Con le nostre mascherine” afferma Vanmechelen “facciamo una dichiarazione e vogliamo diventare pionieri nel nostro processo di recupero e guarigione.”

Sulle maschere prodotte da Vanmechelen c’è scritto: questo non è un pollo. Si tratta di un riferimento all’aviaria del 2003, quando migliaia di polli sono stati sterminati per combattere la diffusione della malattia. L’artista spiega: “sono sempre stati i polli, le mucche e i maiali a mettersi nei guai e sono sempre stati sterminati in massa. Noi pensavamo di essere i grandi sovrani, immuni da tali malattie, mentre siamo solo un bug nelle grandi ruote della natura. Questo non è un pollo vuol dire che se continuiamo a trattare il nostro mondo come facciamo ora e se diventiamo una monocoltura, come abbiamo fatto con il pollo, ci metteremo in pericolo. Stiamo prendendo sempre più spazio dalla natura, e più lo facciamo, più è probabile che ci troveremo di fronte a strani fenomeni virologici.”

Secondo l’artista se si vuole conoscere la verità bisogna guardare la natura, questa è un dato di fatto, ma allo stesso tempo è così complessa che è impossibile comprenderla totalmente. La scienza ci è d’aiuto per trovare informazioni sulla natura, ma ogni volta che si scopre qualcosa sorgono nuove domande.

L’artista, comunque, resta abbastanza positivo. Pensa che la scienza tornerà rapidamente ad essere il nostro punto di riferimento. Quando si pensa alla domanda “quanto tempo ci vorrà?” ecco che le storie prendono nuovamente il posto della scienza e chi ha la storia più forte viene ascoltato di più. Chi, poi, si avvicinerà alla verità con le sue bugie vincerà, perchè gli crederanno per primo. Vanmechelen spiega: “I leader davvero bravi agiscono in modo completamente diverso. Ho imparato da mio padre che riconosci i buoni leader nel modo adeguato in cui rispondono a eventi imprevisti.”

La natura democratica della natura

Un elemento è chiaro, la natura non è vendicativa ed è estremamente democratica. La natura fa quello che deve fare, poi è l’essere umano che la trasforma in una battaglia. Quest’avvenimento mostra quante persone sono disconnesse dalla natura e credono che l’uomo sia a un livello superiore, che possa fare tutto solo per la propria volontà. Lo dimostra il fatto che alcune persone ora ce l’hanno con i pipistrelli perchè probabili veicoli per il Covid, ma questa è solo ignoranza, al pari di quelli, dice l’artista, che hanno dato fuoco alle antenne del 5G. Non si può, tuttavia, solo incolpare le persone. Questo dimostra, piuttosto che è necessario educarle e informarle, così forse scoprirebbero che un allevamento intensivo di polli è molto più pericoloso di un capannone pieni di pipistrelli.

Per far comprendere meglio il suo punto, l’artista racconta: “Durante una spedizione in Nepal una volta sono dovuto scappare da un rinoceronte. Ho quindi chiesto a un uomo di un villaggio vicino se non avesse paura dei rinoceronti, ma mi ha risposto che aveva vissuto nella capitale Kathmandu per un po’ e che aveva avuto molta più paura del traffico lì. Questo è ovviamente vero. I camion corrono costantemente per la mia strada qui, ma ci sei talmente abituato da non vedere più il pericolo. I maggiori pericoli personali sono nel nostro mondo, non nella natura.”

Trenta mostre dell’artista sono state annullate a causa del virus e come altri del campo anche Vanmechelen sta risentendo economicamente di questa pandemia. Tuttavia rimane ottimista, pur essendo economicamente in guai seri, non ha perso la sua passione. Spera, poi, che questa crisi porti a degli effetti positivi. C’è più consapevolezza, oggi sono tutti un po’ virologi, l’umanità ha imparato molto: “se impariamo le lezioni giuste da questo, possiamo avere un mondo migliore in futuro. Con o senza mascherina per la bocca.”






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