Credit Pic: Ontwerp Paleis Staten Generaal op het binnenhof @ Collectie Nationaal Archief/Haags Historisch Museum

Il Palazzo degli Stati Generali al Binnenhof, gli appartamenti Bijlmer nello Schilderswijk, la “capitale mondiale” tra le dune, il palazzo gotico di Re Guglielmo II a Zorgvliet.

Sembra l’Aia, ma non lo è. Sono tutti edifici, ampliamenti della città e strade che non incontrerete. Non sono mai stati costruiti.

Perché, per esempio, non fu mai edificato il Palazzo degli Stati Generali? Nel XIX secolo in tutta Europa – da Londra a Budapest, da Stoccolma ad Atene – venivano innalzati nuovi edifici per celebrare l’accresciuto potere del parlamento nazionale. Nei Paesi Bassi il progetto fu cestinato, dopo esser stato approvato tramite apposita legge nel 1863, perché non incontrava il favore dei deputati conservatori.

Non pochi infatti credevano che solo il re meritasse un palazzo. Ad essere messi da parte non furono soltanto i faraonici piani che prevedevano la demolizione dell’intero Binnenhof storico o quello degli architetti bavaresi Ludwig e Emil Lange che volevano costruire un edificio del parlamento riccamente decorato, capace di oscurare l’intero lato dell’Hofvijver con tutti gli edifici della zona.

Di un nuovo parlamento si continuò a discutere fino agli anni ’70 quando anche l’ultimo progetto incontrò i veti di urbanisti, architetti e conservatori.

Fino al 22 marzo 2020 la città mai costruita è oggetto di un libro e una mostra all’Haags Historisch Museum: Nooit gebouwd Den Haag/Never built The Hague. 

In 22 capitoli il libro si concentra su decine di progetti che non sono stati eseguiti per una serie di motivi: dai progetti per alcuni edifici iconici come il Palazzo della Pace, il Municipio e la Casa Bassa, ai drastici piani per regolamentare il traffico e agli ambiziosi ampliamenti della città. Tra soluzioni pratiche e progetti utopici.

Plan tot uitbreiding van’s Gravenhage Berlage 1908 @ Collectie Haags Gemeentearchief

Quali erano le idee alla base di questi progetti? E perché non sono stati attuati?

Che aspetto avrebbe avuto la città se il villaggio Die Haghe fosse stato dotato di mura nel XVI o XVII secolo? Affascianti sono i disegni e i modelli di H.P. Berlage, W.M. Dudok e Rem Koolhaas, che mostrano, con l’aiuto della realtà virtuale, come sarebbe potuta essere oggi la città.

Il volume e la mostra sono un invito a guardare la città con occhi diversi. Guardando al passato, si tira un sospiro di sollievo per alcuni dei progetti cancellati, ma in altri casi potremmo dover concludere con malinconia e rammarico la mancata realizzazione del  “Grande Pensiero” di fare la città la nuova capitale dell’Internazionalismo.