Le idee si susseguono e vengono immediatamente bocciate una dopo l’altra nel corso delle discussioni sul bilancio. Appena si è placata la polemica sulla proposta di abolire il sistema delle auto aziendali, sono già emerse nuove proposte. Il presidente del MR, Georges-Louis Bouchez, arriva con un piano che prevede 17 miliardi di euro di risparmi. Ma anche i sindacati fanno sentire la loro voce, minacciando di fissare linee rosse e organizzare l’ennesimo sciopero.
Dietro le quinte, il primo ministro Bart De Wever (N-VA) e i suoi principali ministri stanno cercando attivamente circa 10 miliardi di euro per risanare un bilancio fortemente deficitario. Martedì ha dato il via alle discussioni individuali con Vincent Van Peteghem (CD&V) e Maxime Prévot (Les Engagés). Nei prossimi giorni riceverà al 16 di rue de la Loi anche gli altri vice primi ministri. De Wever vuole così stabilire rapidamente quali misure del suo famoso «quaderno bianco», che raccoglie tutte le ipotesi prese in considerazione per risanare il bilancio, siano inaccettabili per i diversi partner della coalizione.
Il primo ministro aveva dichiarato di voler avviare i negoziati sul bilancio nella massima discrezione, ma numerosi esponenti politici stanno avanzando le proprie idee per effettuare risparmi. Negli ultimi giorni sono state avanzate proposte che riguardano, tra l’altro, l’abolizione del sistema delle auto aziendali e un aumento o una riforma dell’IVA. Ma ogni proposta di bilancio lanciata nel dibattito viene bersagliata dagli altri partiti politici.
Linee rosse
Lunedì, il presidente del CD&V, Sammy Mahdi, ha chiarito che l’abolizione del sistema delle auto aziendali non è assolutamente in discussione, pochi giorni dopo un’intervista rilasciata dal suo collega di partito e ministro del Bilancio Vincent Van Peteghem al quotidiano De Morgen. L’intervista aveva erroneamente dato l’impressione che il suo partito fosse disposto a mettere sul tavolo l’abolizione del sistema, dice 7sur7.
Sebbene i dettagli non siano ancora noti, le grandi linee dei liberali francofoni sono chiare: bisogna tagliare nella sanità e nella pubblica amministrazione. Il presidente del MR parla di «abusi colossali nel settore sanitario» e di un «sistema ospedaliero che rimane troppo esteso». Ritiene inoltre che oggi siano troppe le persone che beneficiano di un intervento maggiorato per le proprie spese sanitarie.
Secondo il liberale, anche lo Stato e la classe politica potrebbero sottoporsi a una cura dimagrante: meno parlamentari, meno ministri, un maggior numero di fusioni tra comuni, l’abolizione delle province, una revisione della pubblica amministrazione e altro ancora.
Si parla di non sostituire tre dipendenti pubblici ogni cinque che vanno in pensione o lasciano il servizio. Penso che si possa andare ancora oltre», anche grazie al ricorso all’intelligenza artificiale.Bouchez attacca anche la frammentazione delle competenze in materia di commercio estero: «Sapevate che la Comunità francese ha un addetto in Vietnam? E un altro in Cile? Abbiamo già un ambasciatore, non basta?»
Il presidente del MR critica inoltre l’apparato giudiziario e il trasporto pubblico, proponendo in particolare meno palazzi di giustizia e una drastica riduzione del numero delle stazioni ferroviarie. Il liberale di Mons fa inoltre riferimento al numero di persone in situazione irregolare presenti nelle carceri e, secondo lui, al numero di queste persone tra gli arrestati per traffico di droga, sostenendo che occorra «rimpatriare molto più rapidamente e con molta più determinazione».
Il fatto che queste misure non avrebbero effetti sul bilancio nel breve periodo non rappresenta, ai suoi occhi, un problema. «Dobbiamo adottare misure che rassicurino i mercati finanziari, affinché i tassi di interesse sul nostro debito non aumentino. Se l’impatto finanziario arriverà un po’ più tardi, non è un problema.».







