RIVM e Outbreak Management Team (OMT) lanciano messaggi difficili da conciliare, dice NOS. “Da un lato, sta emergendo una variante del coronavirus che è dal 30 al 50% circa più contagiosa rispetto alla versione che i Paesi Bassi hanno già conosciuto così bene nell’ultimo anno” e il premier annuncia l’arrivo della terza ondata.

“Non sappiamo esattamente quando, ma tra la fine di febbraio e l’inizio di aprile i contagi aumenteranno di nuovo”, prevede Aura Timen di RIVM.

D’altra parte, i dati mostrano un calo delle infezioni: anche se la variante britannica fosse ora dominante, il calo dei contagi sembra abbastanza evidente, dice NOS. “Mentre la scorsa settimana il numero di test positivi è diminuito dell’8%, nell’ultima settimana è stato del 20%”, scrive la tv pubblica.

Come si spiega tutto ciò? Nonostante i numeri in calo ora, non c’è da abbassare la guardia, dice NOS: secondo esperti sentiti dall’emittente “il numero di persone che vengono sottoposte al test diminuisce nello stesso ordine di grandezza del numero di contagi. Ci possono essere varie ragioni per questo, ad esempio perché la disponibilità al test è in calo o perché le persone infettate dalla variante mostrano meno sintomi. I giovani in particolare.”.

Se meno persone si sottopongono al test, è il ragionamento, il virus contagioso ha maggior possibilità di propagarsi in fretta. Inoltre, benchè i contagi calino, il calo di ricoveri non è altrettanto rapido. Il timore degli esperti è che il numero cali, come già accaduto, si stabilizzi e poi riprenda a salire. Lo scenario più inquietante è quello di Londra anche nei Paesi Bassi.