The Netherlands, an outsider's view.

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ART

La storia dell’Amsterdam “d’oro” negli occhi degli artisti del XVII secolo

L'età dell'oro di Amsterdam è stata messa in ombra dall'eredità di Rembrandt, ma una nuova mostra fa luce su altri artisti che hanno catturato la città nella sua forma più dinamica.



Una città nel posto giusto al momento giusto: l’Amsterdam della metà del XVII secolo era un centro nevralgico per gli artisti olandesi. Comprare quadri, anche per una casa e un reddito modesti, era di moda, e la città e i suoi dintorni fornivano non solo un mercato, ma anche un tema artistico.

Ma i gusti cambiano. Un secolo dopo poche persone avrebbero ammirato il paesaggio, le vedute della città e le scene costiere esposte in case austere per gli standard moderni. I grandi nomi, in particolare Rembrandt, non passano mai di moda, ma molti dei suoi contemporanei sono caduti nell’oblio, anche mentre erano ancora in vita. 

L’Amsterdam del 1672 è stata soprannominata het rampjaar, l’anno del disastro in quanto la prosperità della città venne scossa dalla guerra con la Francia. Fino a quel momento la situazione economica era stata florida. Situata strategicamente al crocevia tra nord, sud, est e ovest, la città stoccava e commerciava in spezie, legno e grano, spostando grandi quantitativi di merci di valore su una rete di canali in costante aumento.

Alla Dulwich Picture Gallery, che possiede un’eccezionale collezione di dipinti del XVII secolo, la mostra Artisti ad Amsterdam si concentra su sei pittori.

Attingendo in gran parte alla propria collezione, acquisita nel XVIII secolo quando le opere di  tali artisti erano ancora accessibili, racconta la storia di Amsterdam attraverso gli occhi di questi pittori.

L’opera più grande, Paesaggio con gli sportivi e la selvaggina (1665), di Adam Pynacker, è una fantasia rurale, con cani pronti a scattare e vegetazione lussureggiante. Ma racconta anche la storia dell’artista stesso.

L’opera è così imponente perché commissionata, probabilmente, da un governatore della fiorente Compagnia olandese delle Indie Orientali per la sua grande residenza. Pynacker, egli stesso ricco e ben inserito, si pensa che abbia decorato intere stanze con opere di tale grandezza

Pynacker, Adam – Landscape with Sportsmen and Game

Dipinti di queste dimensioni sarebbero stati appesi nell’imponente Trippenhuis su Kloveniersburgwal, costruito per i commercianti di armi Louis e Hendrick Tripp. Oggi è la sede dell’Accademia Reale Olandese delle Arti e delle Scienze, e un tempo era la sede de La Ronda di notte di Rembrandt, ora al Rijksmuseum.

Con la sua visione romantica di questa casa neoclassica e dei suoi vicini, a View of Amsterdam (1675) di Gerrit Berckheyde divenne un maestro nell’ “arte urbana”. I cittadini apprezzavano ritratti così lusinghieri degli indirizzi più ricercati di Amsterdam, comprese quelle strade che oggi affollano i turisti, come Herengracht, con le sue imponenti case a schiera.

Berckheyde ha dato ai suoi paesaggi urbani una patina italiana, e omette allegramente dalle sue composizioni i lavori di costruzione di case e canali che sarebbero stati in corso in questo periodo di boom.

Altrettanto inventivo è il pittore e paesaggista Jacob van Ruisdael, precursore di Turner, che lo ammirava, con i suoi ambiziosi viaggi attraverso gli scenari più drammatici del continente e le sue rappresentazioni pionieristiche della natura più aspra e potente.

Landscape with Windmills near Haarlem (1655) registra una delle fonti di ricchezza di Amsterdam, il potere a buon mercato di cui gli artisti beneficiavano per le loro brillanti vendite.

La maggior parte di loro dipingeva in modo spontaneo, e non  su commissione, il che spiega la preponderanza di piccole tele che non avrebbe mandato sul lastrico gli acquirenti. 

Forse il più versatile artista in questo filone di creativi Amsterdammer è Jan van der Heyden, un ingegnere esperto che ha messo a punto un sistema antincendio per Amsterdam, così come il sistema di illuminazione stradale.






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