A risultati delle elezioni definitivi, i giornali olandesi si concentrano ora sul futuro e sulla possibile mediazione per la costruzione del prossimo governo dei Paesi Bassi. Il Trouw nel suo editoriale di oggi, dice che Edith Schippers, ministro della Salute del Rutte II, che è stata incaricata di sondare potenziali coalizioni, sarà alla ricerca di una maggioranza stabile.

Ma questo potrebbe rivelarsi troppo difficile e un governo di minoranza potrebbe essere la risposta. Il combo VVD, D66 e CDA non ispira molta fiducia quando si tratta di misure per proteggere l’ambiente e guidare la transizione verso fonti di energia rinnovabili, dice Trouw. Oltre alla necessità del sostegno di ChristenUnie o GroenLinks, altri scenari sembrano piuttosto improbabili, incluso il possibile rientro in corsa dei laburisti: quest’ultima possibilità sembra difficile perchè il partito attraversa una fase di profonda crisi e la maggiore preoccupazione potrebbe essere quella di ricostruire una formazione balcanizzata.

Alla maggior parte dei politici non piace l’idea, ma si sbagliano: i governi di minoranza possono essere efficaci e di successo, come mostrato dal Rutte II. L’unica condizione è che le parti vogliano collaborare e non forzino la mano, quando a loro conviene, per andare a nuove elezioni’ avrebbe detto il ministro secondo il giornale. La palla è al D66, dice il Financieele Dagblad: la soluzione sarebbe, certamente, 4 partiti con Groenlinks ma CDA e VVD non potranno mai accettare redistribuzione del reddito e agenda verde del Groenlinks.

Klaver accetterà di fare la fine di Asscher, facendosi risucchiare dai compromessi in nome della “governabilità”? GroenLinks, con 14 seggi sarebbe irrimediabilmente azzittito da VVD e CDA, che insieme ne hanno 52. Tuttavia, la chiave di una coalizione che comprende GroenLinks può benissimo essere il D66, dice FD. Con GroenLinks nella coalizione, il D66 avrebbe il supporto per la loro politica sull’istruzione.