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La Somalia non ha intenzione di accettare alcun intervento da parte dell’Unione Africana (AU) sul controverso confine marittimo col Kenya, ha dichiarato un alto ufficiale. Soprattutto ora che è attesa la decisione della Corte Internazionale di Giustizia (ICJ) dopo l’udienza a marzo 2021.

“Non permetteremo all’Unione Africana di intromettersi nella disputa, abbiamo fiducia nella corte internazionale”

Mohamed Abdirizak, il ministro degli Affari Esteri della Somalia, ha detto che Mogadiscio non crede che sia auspicabile un intervento esterno sulla disputa in esame ora all’Aia. Secondo Abdirizak, la Somalia ha fiducia nell’operato della Corte Internazionale di Giustizia come un “giudice indipendente che può risolvere la disputa senza troppe esitazioni”. Ha poi aggiunto: “Non permetteremo all’Unione Africana di intromettersi nella disputa, abbiamo fiducia nella Corte Internazionale.”

In varie circostanze, anche il Presidente somalo uscente Mohamed Abdullahi Farmaajo ha insistito sul fatto che il proprio paese non permetterà nessun tipo di mediazione al di fuori della Corte. Il ministro Abdirizak ha puntualizzato: “La nostra relazione con il Kenya rimane normale, non dovrebbe essere correlata al processo che si sta svolgendo all’Aia.” I due paesi hanno avuto una relazione di alti e bassi negli ultimi due anni, causata principalmente dal caso del confine marittimo.

Non è chiaro se l’Unione stia provando a convincere la Somalia a ritirarsi dal procedimento all’Aja ma è certo che il Kenya stia spingendo per una risoluzione fuori dalla corte. Ciò è stato dichiarato dallo stesso Presidente del Kenya Uhuru Kenyattan durante la conferenza delle Nazioni Unite nel 2020.

La questione del confine marittimo

I due vicini est-africani si contendono 160,000 kilometri quadrati di territorio nell’Oceano Indiano con la prospettiva di creare depositi di gas e petrolio.

La disputa deriva da interpretazioni contrastanti su come i confini dovrebbero estendersi nell’Oceano Indiano. La Somalia sostiene che il suo confine meridionale dovrebbe correre verso sud-est come estensione del confine terrestre. La tesi del Kenya è che il confine somalo dovrebbe girare di circa 45 gradi rispetto alla linea di costa e correre in una linea latitudinale.

Inoltre, le tensioni tra i due Paesi sono state inasprite dalle azioni del Kenya Defence Forces (KFD) nello Jubaland. La Somalia accusa il Kenya di interferire proprio mentre Farmaajo e Ahmed Madobe stavano attraversando una crisi politica.

Nel frattempo la Somalia ha vietato l’importazione di Khat dal Kenya, un’azione che preoccupa molto anche i leaders a Nairobi. Il Kenya è spesso rimasto a “bocca asciutta” su come mediare per il confine marittimo dell’Oceano Indiano ricco di petrolio, ma ha almeno espresso l’intenzione di trovare un punto d’incontro.