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La schiavitù è un crimine “Qui e ora”, ha detto Rutte: il cavillo che salva lo Stato olandese da richieste di risarcimenti

Il discorso del primo ministro Mark Rutte sulle continue sofferenze causate dalla schiavitù è stato accolto in maniera positiva ma il filosofo del diritto Wouter Veraart ha studiato il testo di Rutte e si è imbattuto in un passaggio controverso:  “Noi, vivendo qui e ora, possiamo solo riconoscere e condannare la schiavitù nei termini più chiari come un crimine contro l’umanità”. Il suo pubblico ha annuito d’accordo, ma secondo Veraart c’è un doppio significato in quel “qui e ora”, scrive Francisco van Jole in un suo pezzo su Joop.

Nella lettera alla Camera sulle scuse, il gabinetto parla addirittura di “secondo le attuali norme e valori legali e morali”: questa formulazione dovrebbe impedire ai discendenti delle vittime di presentare richieste di risarcimento danni. Una paura che influenza costantemente la discussione anche se una simile affermazione non ha mai avuto un reale fondamento, dice van Jole “nemmeno in un paese come la Francia dove è stato legalmente stabilito che la schiavitù è un crimine contro l’umanità”.

Il primo ministro Rutte afferma che con le conoscenze odierne, la schiavitù è un crimine nella sua accezione più grave. “Ma sì, allora erano tempi diversi. All’epoca era normale, come tante cose sbagliate”. Di fatto, si tratterebbe di un subdolo ridimensionamento, nascosto tra le righe che finisce per assolvere lo Stato olandese anche se la schiavitù, dicono molti storici, non era considerata “normale” neanche in passato.

“Per secoli i Paesi Bassi hanno avuto una comunità religiosa relativamente piccola ma molto influente che ebbe origine nel XVI secolo, gli anabattisti”: ebbene, questa comunità considerava apertamente la  schiavitù come un crimine. E non erano i soli, ricorda van Jole: c’era allora un dibattito costante nella società sul fatto che la schiavitù fosse accettabile.  

E tutto si riconduce al denaro: Rutte vuole evitare conseguenze economiche mettendo “disclaimer” nel discorso ma l’Olanda ha accumulato una fortuna grazie agli schiavi: “la posizione prospera dei Paesi Bassi, siamo in media gli abitanti più ricchi d’Europa, può essere ricondotta a questo. E al resto del colonialismo. L’Indonesia è stata la colonia più redditizia del mondo fino alla seconda guerra mondiale”.

D’altronde anche le successioni si basano sull’ereditare beni dal passato. E quei beni, sono stati -probabilmente- prodotti da denaro maturato in un contesto storico magari incompatibile con il mondo moderno. “I proprietari di schiavi olandesi furono risarciti finanziariamente dopo l’abolizione, le vittime no. Haiti, il paese liberato nel 1804 da una vittoriosa rivolta degli schiavi, ha dovuto pagare risarcimenti alla Francia dopo la dichiarazione di indipendenza, per più di 130 anni fino al 1957”.

“La schiavitù può essere storia, ma ciò non significa che sia alle nostre spalle. Le linee continuano fino al presente, più diritte di quanto vorremmo persino riconoscere con la conoscenza odierna”.

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