Eden87, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

Il corrispondente del quotidiano di Amsterdam, De Volkskrant, Tom Vennink è stato espulso dal Paese dalla Russia per vecchie “violazioni amministrative”, dice il giornale. Il suo permesso di soggiorno è stato revocato con effetto immediato e non gli sarà permesso di rientrare nel Paese fino a gennaio 2025. Vennink si dice sorpreso, anche perché negli ultimi sei anni ha potuto raccontare il Paese con relativa libertà, a differenza dei giornalisti russi.

Vennink lavora come corrispondente a Mosca dal 2015 e recentemente ha provato a rinnovare il suo accredito stampa, che non era mai stato un problema prima, ma Lunedì, secondo il quotidiano, è stato informato che il Cremlino gli aveva revocato il permesso di soggiorno e che gli aveva dato tre giorni di tempo per lasciare il Paese. Da oggi, il giornalista è di nuovo in Olanda.

Secondo la lettura ufficiale, Vennink è stato cacciato a causa di una serie di violazioni di alcuni anni fa mai risolte: nel 2019, ad esempio, avrebbe dovuto pagare una multa perché non ha fornito in tempo il suo indirizzo di residenza a Mosca mentre l’anno scorso, ne avrebbe rimediata un’altra per aver visitato la Tyukotka senza il permesso del governatore di quella provincia.

Il giornalista olandese non è il primo messo alla porta: la Russia ha espulso la corrispondente BBC Sarah Rainsford ad agosto, dice NOS, come rappresaglia per l’espulsione di tre giornalisti russi da parte del governo britannico. Non è chiaro se l’espulsione di Vennink sia una ritorsione contro l’Olanda.

Il ministero degli Esteri olandese afferma al giornale di deplorare la decisione della Russia. “Non è accettabile per i Paesi Bassi se un giornalista deve lasciare un Paese contro la sua volontà. La libertà di stampa è una grande risorsa”, afferma il ministro uscente Knapen.