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ART

La rete sociale di Rembrandt: l’incontro tra arte e amicizia

Al centro della mostra il ritratto del figlio Titus in prestito da Baltimora e mai esposto in Europa.



Persino un grande artista come Rembrandt non era un genio solitario. Da buon “networker” ha coltivato con costanza e attenzione i rapporti interpersonali, circondandosi di parenti e amici sempre pronti ad aiutarlo.

A 350 anni dalla morte, la mostra al The Rembrandt House Museum “Rembrandt’s Social Network ” offre ai visitatori la possibilità di conoscere sfaccettature inesplorate della personalità dell’artista, attraverso lo sguardo delle persone a lui care: dal suo amico d’infanzia Jan Lievens e dall’intenditore d’arte Jan Six alla famiglia di sua moglie Saskia Uylenburgh.

Sembra che come amico Rembrandt amasse condividere con le persone la sua passione per l’arte. Così il suo lavoro si è trasformato in un modo per selezionare le amicizie e, a loro volta, queste ultime sono divenute parte integrante della sua arte. Un artista poco interessato ai buoni rapporti con l’elite, che andava controcorrente, eleggendo le relazioni intime e sincere a protagoniste dei suoi quadri.

“Il mondo di Rembrandt prende vita nella sua stessa casa, che sembra essere il luogo perfetto per inaugurare un anno dedicato all’artista e presentarne la storia. Un luogo in cui parenti e amici erano visitatori abituali; un luogo di insegnamento, in cui tutti gli allievi erano soliti radunarsi per tentare di apprendere il talento innato del maestro. Il luogo della gioia e del dolore, denominatore comune di tutte le sue esperienze di vita”.

Oggi i social network ci pongono di fronte a diverse categorie di rapporti interpersonali: ci viene chiesto di classificare una persona come parente, come conoscente o come buon amico.

Nel XVII Facebook non esisteva certo. Eppure queste e altre categorie erano già note, utilizzate dai cittadini del tempo con molta più facilità rispetto a quanto avviene oggi.

Nel caso di Rembrandt, i suggestivi ritratti ci permettono di identificare cinque tipi di amicizia nella vita del pittore. Prima di tutto, si possono annoverare gli amici d’infanzia come l’artista Jan Lievens, con cui Rembrandt ha condiviso uno studio a Leiden. Seguono Gli “amici di sangue“, cioè membri della famiglia che hanno svolto un ruolo importante nella vita sociale e finanziaria di Rembrandt, come la famiglia di sua moglie Saskia Uylenburgh. Poi ci sono gli intenditori, come Jan Six, ovvero gli amichevoli collezionisti che hanno acquistato opere d’arte da Rembrandt, a cui si aggiungono alcuni allievi, come Philips Koninck, Roelant Roghman e Gerbrand van den Eeckhout. Infine i veri amici, quelli del momento del bisogno.

I capolavori artistici costituiscono le testimonianze tangibili di queste relazioni, offrendosi come memoria del tempo condiviso e ricordo delle esperienze comuni. Nel 1652 Rembrandt aveva quarantasei anni quando si è ritrovato in una situazione difficile: è stato costretto vendere tutto ciò che possedeva per mancanza di denaro. In tempi duri come quelli, i suoi amici hanno dimostrato tutta la loro fedeltà, supportandolo moralmente tanto quanto economicamente. In particolare, va ricordato il collezionista Abraham Francen, per il quale Rembrandt ha realizzato un ritratto speciale.

Il ritratto di Titus

La mostra presenta dipinti, disegni, stampe, sculture, libri e documenti. Tra i capolavori rientrano anche un certo numero di insoliti alba amicorum – libri di amicizia – e numerose incisioni di ritratti di vari amici e parenti. Tuttavia, l’oggetto di maggiore attrazione è costituito dall’imponente ritratto realizzato da Rembrandt di suo figlio Titus. Si tratta di un prestito speciale del Baltimore Museum of Art, mai esposto prima in una mostra in Europa.

Il figlio di Rembrandt ha lavorato per il padre per tutta la vita. Dopo la bancarotta, Titus e il compagno di suo padre Hendrickje Stoffels si sono occupati della vendita delle opere d’arte, inaugurando anche una galleria specializzata nel lavoro del grande artista.

Al centro del dipinto, un Titus rilassato siede sulla sua sedia, con il mento avvolto nella mano. Un ritratto straordinario non solo per la tecnica di esecuzione, ma soprattutto per il significato di cui è portatore. Si può definire, infatti, un capolavoro originale che permette di toccare con mano il modo tipico dell’artista di rappresentare amici e parenti, in cui l’arte si eleva a strumento encomiastico e celebrativo.



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