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“L’America non è più l’America”: le relazioni tra Olanda e Stati Uniti ai ferri corti



Le relazioni tra Olanda e Stati Uniti si sono “raffreddate”  secondo i diplomatici e gli esperti olandesi. L’esperto Robert van de Roer ha detto a RTL Nieuws che “tra i vertici della diplomazia olandese si avverte un calo di fiducia.  Dietro le quinte si mormora: l’America non è più l’America”. L’atmosfera tra le nazioni è tesa sin dall’inaugurazione della presidenza degli Stati Uniti, Donald Trump. Lo conferma Henne Schuwer,  ex-ambasciatrice dei Paesi Bassi negli Stati Uniti, recentemente in pensione. Schuwer ha detto al giornale che dal gennaio 2017 Washington è un “caos assoluto”.

Il fatto che la relazione non sia più  rose e fiori, si evince anche dal numero di richieste di sostegno militare respinte. Fino a poco tempo fa i Paesi Bassi tendevano ad accettare tutto ciò che gli Stati Uniti chiedevano, secondo l’emittente. Ma ora l’Olanda avrebbe rifiutato due richieste di sostegno militare: in Siria e nello Stretto di Hormuz. Ma la situazione è ancora più grave di quanto non sembri. “Il primo ministro Rutte insiste sul fatto che i problemi del mondo non possono essere risolti senza gli Stati Uniti. Ma dietro le quinte, tutti si chiedono se possiamo ancora contare sugli Stati Uniti”, ha dichiarato una non meglio definita fonte diplomatica.

Secondo gli americani invece il problema sarebbe che i Paesi Bassi “non mantengono gli impegni presi”, stando a quanto rivela Van de Roer. Effettivamente i Paesi Bassi non soddisfano l’obbligo della NATO di spendere il 2% del suo PIL per la Difesa, cosa che il primo ministro Mark Rutte ha riconosciuto anche in un discorso pronunciato all’inizio di questo mese. Stando agli olandesi, i problemi sono più di uno. Un problema è il comportamento di Donald Trump su Twitter. I continui tweet del presidente si avvicinano sempre più a decisioni e cambiamenti politici. Ma quando l’Olanda chiede chiarimenti al Dipartimento di Stato americano o al Dipartimento della Difesa – i lavoratori del governo americano sono sorpresi dai tweet quanto i loro omologhi olandesi.

“Accendiamo il telefono alle sei e mezza del mattino e subito controlliamo il profilo Twitter di Trump. Tutti i colleghi lo fanno”, ha detto l’ex ambasciatrice Schuwer. “Ora tutto è gestito dalla Casa Bianca”.

Un’altra problematica importante è il ritiro degli Stati Uniti da trattati e accordi multilaterali. Gli USA si sono ritirati sia dall’accordo di Parigi sul clima, che dal cosiddetto accordo nucleare iraniano. Quest’ultima mossa ha causato non poche tensioni nella regione medio orientale: anche nello Stretto di Hormuz, dove gli americani vogliono che i Paesi Bassi contribuiscano a mantenere l’ordine. Il ritiro militare degli Stati Uniti dalla Siria settentrionale la scorsa settimana, immediatamente seguito dall’attacco della Turchia alle forze curde nella zona, “solleva anche dubbi sull’affidabilità degli Stati Uniti”, ha detto Van de Roer.

L’insoddisfazione olandese è una “combinazione di stile e contenuto”, secondo Van de Roer, che sottolinea la richiesta americana di sostegno in Siria. Questa richiesta è stata avanzata pubblicamente dall’ambasciatore americano Pete Hoekstra sul quotidiano Volkskrant, ed `stata prontamente ignorata dal governo Olandese. In passato, tali richieste sarebbero state fatte solo dopo mesi di colloqui diplomatici.

Però le richieste di Hoekstra non sono state completamente negate – i Ministeri coinvolti stanno “studiando” le richieste. E nel frattempo, invece di inviare truppe in Siria, i Paesi Bassi vogliono dare un contributo alla missione in Iraq, ad esempio con supporto medico. Ciò perché nonostante le crescenti tensioni, il rapporto con l’America è fondamentale, e lo dicono non solo addetti ai lavori, ma anche esperti e parlamentari. “Avere una relazione stretta con gli Stati Uniti è essenziale per la nostra sicurezza, indipendentemente da quale presidente sia in carica”, ha detto il deputato VVD Sven Koopmans.

Uno dei risultati della situazione è che i Paesi Bassi parlano sempre più ai governi statali e locali degli Stati Uniti. “Se non possiamo parlare di ambiente con la Environmental Protection Agency di Washington -e non possiamo-, allora lavoreremo con la California o l’Oregon. L’influenza di Washington -e del presidente così estremo su alcuni punti- sta diminuendo”, ha detto Schuwer a NRC. “Già si nota che gli stati americani stanno diventando più indipendenti”.


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