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CINEMA

La ragazza nella nebbia: un thriller psicologico e letterario al Filmtheater de Uitkijk

I personaggi hanno tratti inumani. Si travestono e simulano il proprio dramma personale, o la propria azione eroica che di valoroso ha solo la posa.



di Natalina Rossi

Elena Ferrante scrive: – I romanzi quando funzionano, si servono di bugie per dire la verità. Il mercato dell’informazione, in guerra per l’audience tende sempre di più a trasformare verità insopportabili in romanzesche, appassionanti, godibili bugie -.

Così potremo riassumere il cuore pulsante del film La ragazza nella nebbia, scritto e diretto da Donato Carrisi, e tratto dall’omonimo romanzo. 

Si tratta di un thriller che contiene all’interno degli elementi letterari, o meglio la struttura narrativa del genere letterario in quanto a costruzione della storia e analisi dei personaggi. 

La storia parte dalla scomparsa della sedicenne Anna Lou, ragazza dedita alla religione e ai gatti, appartenente ad una confraternita religiosa molto conservatrice, e le indagini dell’agente speciale Vogel, un Servillo magistrale e ipnotico nella sua interpretazione, bramoso di riconoscimenti più che di verità.

E così, l’investigatore – star delle televisioni nazionali – inscena la sua performance scintillante dentro la cittadina di Avechot, isolata e sperduta in una valle montana. 

Vogel è un cinico senza scrupoli, a costo della fama costruisce colpevoli su misura e li regala al grande schermo. Inermi, e criminali – pure senza processi. 

La verità è che, in una società superficiale e salottiera, l’unico processo possibile è quello mediatico. L’unica giustizia contemplabile è quella individuale, senza spettatori di genere. 

L’investigazione diventa una vasca di squali in cui recitare miseramente sofferenze e storie intime da gettare nelle bocche fameliche del pubblico. 

Ecco il teatro della società contemporanea. Nessuno scrupolo, nessuna dignità estetica. 

E la vita di una bambina diventa uno strumento di potere. Soldi, o fama. Perversioni, o glorie effimere. 

I personaggi hanno tratti inumani. Si travestono e simulano il proprio dramma personale, o la propria azione eroica che di valoroso ha solo la posa. 

Dal professore Loris Martini, imputato del processo mediatico, allo psichiatra del paesino (Jean Reno), all’agente Vogel. Tutti c’hanno un segreto da tenersi in corpo. Tutti hanno una missione venale o depravata che nascondono sul palcoscenico

Il thriller, oltre alla costruzione impeccabile, è l’esegenesi della condizione umana e dell’utilizzo animale dei mezzi di informazione come strumenti demoniaci, non più di giustizia o di conoscenza, ma di potere immorale e soldi. La vetrina del diavolo. 

La ragazza nella nebbia è in programmazione al Filmtheater de Uitkijk fino al 18 settembre. Non perdetevi lo spettacolo. 






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